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Progetto di un giardino ornamentale

Si schematizzano due tipi d’intervento: l’integrazione ad un giardino ove esiste già un impianto verde oppure la realizzazione ex novo di una forma vegetale in un’area ancora spoglia.

Progetto di integrazione e/o sostituzione

Gli interventi sono condizionati dalle specie vegetali esistenti; pertanto, si deve iniziare con la predisposizione di un quadro dell’esistente: l’individuazione delle forme vegetali che si vogliono salvaguardare e di quelle che per propria convinzione si vogliono eliminare o sostituire.
L’esame della distribuzione del giardino (aiuole con fiori annuali, biennali o perenni, gli arbusti e gli alberi, la presenza di rocce naturali o di un giardino roccioso artificiale, di un pergolato, di un prato, la zona per la vita all’aperto (cucina, spazi per il gioco dei bambini e degli adulti, gazebi, spazio per il parcheggio delle auto ed altro) può suggerire soluzioni alternative ed eventuali modifiche per una migliore fruizione degli spazi, celando ove è opportuno occultare, mettendo in bella mostra tutto quello che è da esaltare.
Riguardo alla vegetazione è conveniente verificare quali zone del giardino in estate sono ombreggiate dalle piante che dopo l’impianto hanno raggiunto una dimensione ed un’altezza considerevole. In questo caso è da valutare una loro energica potatura o addirittura l’estirpazione, anche se questo ultimo caso richiede un notevole sacrificio affettivo.
L’impianto delle essenze vegetali non può essere fortuito, ma si deve tenere conto già fin dall’inizio degli accordi cromatici, della contrapposizione tra le formazioni vegetali, dell’ombra che una specie vegetale provoca su quella contigua.

Progetto ex novo di un terreno incolto

Tipo di terreno

Un buon approccio al progetto ha inizio con la conoscenza del tipo di terreno. Anzitutto la consistenza dell’humus superficiale (colore scuro), cioè lo strato fertile composto dai residui di animali e piante morte e parzialmente decomposti; è uno strato che varia dai venti ai cinquanta centimetri; esso è molto importante perché consente la penetrazione delle radici e da esso la vegetazione attinge l’acqua ed i minerali necessari al suo sviluppo. Segue poi il sottosuolo formato nella parte superiore da uno strato con una profondità variabile ancora ricco di sostanze organiche; vi si rinvengono residui di flora e fauna di piccole dimensioni, in questo livello è ancora possibile la penetrazione dell’apparato radicale di arbusti ed alberi; anch’esso è di colore scuro. Scendendo ancora si registra una diminuzione degli organismi viventi e l’incremento del materiale inorganico (colore chiaro), che si è formato per la disgregazione della sottostante roccia madre (roccia inalterata).
Se non esistono altre esigenze (scavi per fondazioni, pozzi, impianti di grandi alberature) il rilievo il rilievo può essere limitato agli strati superiori.
Ai fini del progetto occorre conoscere anche la composizione del terreno fertile, il rapporto tra la quantità di argilla, sabbia, ghiaia e pietre; queste ultime dovrebbero avere un diametro di circa cm 2 ÷ 3.
Altro dato da conoscere è la caratteristica del terreno ai fini dell’impianto vegetale. Non è necessario ricorrere a metodi sofisticati. In generale si può dedurre che un terreno di colore scuro è molto ricco di humus. Quelli di colore grigiastro sono ricchi di materiale inorganico a scapito di quello organico.
Ogni pianta per il suo migliore sviluppo richiede un substrato con precise proprietà chimiche (pH), per cui altro rilievo importante è la rilevazione di questo valore, che indica se il terreno è acido o basico.
Nella seguente tabella si indicano i tipi di terreno in relazione al pH:

terreno fortemente acido pH = 4
terreno acido pH = 5
terreno moderatamente acido pH = 6
terreno neutro pH = 7
terreno basico pH = 8
terreno fortemente basico pH = 9

In linea di massima i terreni sabbiosi sono acidi, mentre quelli argillosi e calcarei sono basici. Ogni pianta prospera nel tipo di terreno che le è più consono; il terreno neutro è quello ideale per la maggior parte delle colture. In tutti i manuali di giardinaggio si può trovare l’abbinamento tra pianta e tipo di suolo.
Per determinare il livello di acidità del terreno si può ricorrere ai laboratori specializzati oppure molto più semplicemente alla vecchia cartina tornasole che si può acquistare in molte farmacie, oppure, ancora più facile, osservando le piante che crescono spontaneamente nella zona o quelle coltivate. Ad esempio il trifoglio, l’avena, la patata, il pomodoro, lo zucchino ed altre indicano la presenza di un terreno acido, mentre l’erba medica, la fava, l’ortensia segnalano la presenza di un terreno basico; è da precisare che l’ortensia sui suoli acidi ha infiorescenza di colore azzurro, su quelli basici di colore rosa o purpureo.

Orografia del luogo

Mi limito ai terreni pianeggianti o in pendio, perché in caso di avvallamenti si dovrebbe ricorrere ai riporti di terra, che non sono economici ed hanno tempi più lunghi per fare vegetare la terra riportata. Inoltre, a colmatura ultimata valgono le stesse considerazioni per i terreni pianeggianti.
In un terreno pianeggiante per diminuire la sua monotonia orografica sono da privilegiare forme arboree isolate alte e sovrastanti, sia come quinte sia come raggruppamenti centrali, per realizzare punti di interesse visivo che smorzino il livellamento piatto del terreno. Nel caso di terreno in pendio, se questo non è ripido, si può lasciare il suo profilo senza modifiche ricoprendolo con piante erbacee perenni ed arbusti a sviluppo contenuto, che lo rivestono senza alterarne la visuale; nel caso in cui la pendenza è accentuata, il dislivello può essere sistemato come un giardino roccioso con una deviazione dell’acqua di scorrimento; se invece esistono problemi di smottamenti del terreno è consigliabile realizzare terrazzamenti che realizzate con muretti di contenimento e completati con scalette in pietrame.
Per motivi estetici, quando è possibile si evitino i muretti in cemento a faccia vista per il loro impatto visivo negativo anche se il filosofo dice che è bello ciò che piace; soluzione migliore è la costruzione di muretti in pietrame; in questo caso si pone però, il problema delle cave fornitrici che deturpano l’ambiente. L’optimum sarebbe utilizzare le pietre già disgregate dalla roccia madre; ma il costo della lavorazione è un ostacolo non secondario.
Nelle scarpate più difficili si possono utilizzare reti di contenimento; questa soluzione richiede interventi progettuali specialistici che tengano conto della staticità del terreno e che non possono essere sintetizzate in poche note.

Alberatura posta a confine

Per evitare liti con i vicini è opportuno osservare le norme del codice civile, che sono molto precise sulle distanze della vegetazione dal confine con i terreni limitrofi. Nell’articolo 892 il codice precisa tre casi.
Gli alberi d’alto fusto possono essere piantati esclusivamente ad una distanza di metri 3 dal confine. Gli alberi con fusto non superiore a metri 3 possono essere piantati ad una distanza di metri 1,5. Gli arbusti devono distare cm 50 dal confine.
Quando esiste un muro di confine, tali distanze non vanno rispettate purchè la chioma dell’albero non superi la sommità di tale muro.


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