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Gelsomino azzurro (Plumbago Capensis)

Se avvertite l’esigenza di proteggere il vostro giardino dalle sbirciate curiose dei vostri vicini o dei passanti e nello stesso tempo volete godere di una meravigliosa e copiosa fioritura, vi consiglio di piantare la piombaggine conosciuta anche come gelsomino azzurro (plumbago capensis); il fiore somiglia a quello del gelsomino tranne il colore azzurro chiaro; ne esistono anche altre varietà che non ho ancora trovato in commercio a Palermo; le più comuni variano dall’azzurro scuro (plumbago capensis azureum) al bianco (plumbago capensis alba) al rosso scarlatto (plumbago capensis rosea).foto di plumbaco capensis
È un arbusto con steli sottili, sarmentosi, lunghi fino a 3 metri e oltre, flessibili; se sono utilizzati come rampicanti è necessario legarli ad un supporto (graticcio, cancellata o fili ancorati alla muratura) in quanto non si avviluppano al sostegno e ricadono verso terra.
Le foglie perenni di colore verde chiaro, ovali lanceolate nella parte superiore si restringono nella zona inferiore fino ad un picciolo all’attaccatura nello stelo; hanno una dimensione massima di circa cm 6×2,5.
I fiori si presentano in corolle compatte a spighe corte; sbocciano in primavera e con un continuo ricambio la fioritura dura compatta fino all’autunno inoltrato; purtroppo, al contrario del gelsomino, sono privi di profumo.
In autunno è bene tagliare gli steli che hanno portato i fiori sia per favorire nella primavera successiva la formazione di nuovi getti sia per evitare il fastidioso inconveniente che i fiori secchi si appiccichino agli abiti di chi accudisce la pianta.
Finito l’inverno la pianta si presenta alquanto malconcia; non ci si deve preoccupare in quanto ritornerà presto splendida come prima.
Il plumbago predilige il pieno sole, ma sopporta anche la mezz’ombra; non tollera il gelo se non per un periodo non prolungato. Queste esigenze climatiche hanno permesso a questa pianta di attecchire rigogliosamente nei giardini di Palermo.
Durante il periodo della fioritura richiede frequenti annaffiature senza fare asciugare completamente la terra; nel periodo invernale saranno invece limitate ai periodi di eventuale siccità.
Durante la fioritura si può diluire nell’acqua dell’annaffiatura un concime liquido ricco di potassio in piccole quantità una volta la settimana.

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