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Fave (Vicia faba)


foto di piantine di fava

Nella seconda decade di novembre, ma alcuni contadini preferiscono anche prima o dopo in relazione ai vari microclima, nei giardini del palermitano si mettono a dimora le fave, che saranno poi raccolte in primavera.
E’ una delle coltivazioni più facili e meno impegnative nell’orto; produce tanto raccolto e, a raccolto ultimato, lascia il terreno ricco di azoto.
Il terreno deve essere vangato ad una profondità di cm 40 circa. E’ consigliabile che le fave secche, che costituiscono i semi, prima di essere messe a dimora siano lasciate in acqua almeno per dodici ore.
foto piantina di faveI semi vanno interrati in file distanti fra loro cm 60 circa, in buchette profonde cm 5 alla distanza di cm 15; io preferisco una distanza tra le file di cm 80 per gestire meglio la cura delle piante. Mio padre, buonanima, mi ha insegnato che in ogni buca vanno messi tre baccelli; l’esperienza di questi anni mi ha confermato la giustezza di quella lezione.
Le piantine fuoriescono dal terreno dopo 15 – 20 giorni dalla messa a dimora. presentano un fusto a sezione quadrangolare, eretto, cavo, ramificato alla base; la sua altezza varia da cm 70 a cm 120 secondo la specie. I fiori si formano in piccoli racemi che fuoriescono all’ascella delle foglie; hanno petali bianchi, qualche volta violacei, con una tipica macchia scura che li contraddistingue.foto di baccelli di fave
Quando le piantine sono sviluppate, verosimilmente circondate dalle erbe infestanti, sono da eseguire le normali operazioni di eliminazione di queste erbe poi di una sarchiatura per mantenere il terreno ben aerato; in seguito, quando raggiungono un’ altezza di cm 40, è opportuno procedere ad una rincalzatura. Dopo la fioritura conviene cimare le piante per migliorarne la produzione.
Molto temuta dai contadini è la cosiddetta “lupa”, nome scientifico “orobanche”; è una pianta parassita che si infligge sui tessuti radicali delle fave per suggerne la loro linfa, provocandone una riduzione della crescita e della produzione.
Dopo di che, con l’augurio di un buon raccolto, buon appetito!


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