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Lealtà ed eroismo dei cani

Sul monumento che sorge di fronte a un tribunale del Missouri è incisa una delle dichiarazioni più commoventi che siano mai state dedicate all’amore sconfinato di un cane. L’ha pronunciata nell’Ottocento George Graham Vest, prima di diventare senatore, quando patrocinò un vicino, il cui cane era stato ucciso da un altro uomo, nella causa per ottenere duecento dollari di risarcimento. Quando Vest concluse l’arringa finale, la giuria non trovò niente da eccepire e impiegò appena due minuti per pronunciare il verdetto. Il querelante ottenne cinquecento dollari di danni, anche se il giudice non potè esaudire il desiderio dei giurati che l’assassino del cane finisse in carcere, perché la legge non ammetteva una pena del genere.
Queste sono le parole pronunciate dal senatore Vest:

“Signori della giuria, il migliore amico che un uomo abbia a questo mondo può rivoltarsi contro di lui e diventargli nemico. Il figlio e la figlia che ha allevato con cura amorevole possono rivelarsi ingrati. Coloro che ci sono più vicini e più grati, ai quali affidiamo la nostra felicità e il nostro buon nome, possono tradire la loro fede. Il denaro si può perdere, e ci sfugge di mano proprio quando ne abbiamo più bisogno. La reputazione di un uomo può essere sacrificata in un momento di sconsideratezza. Le persone che sono inclini a gettarsi in ginocchio per ossequiarci quando il successo ci arride possono essere le prime a lanciare il sasso della malizia quando il fallimento aleggia sulla nostra testa come una nube temporalesca. Il solo amico del tutto privo di egoismo che un uomo possa avere in questo mondo egoista, l’unico che non lo abbandona mai, l’unico che non si rileva mai ingrato o sleale, è il cane. Il cane resta accanto al padrone nella prosperità e nella povertà, nella salute e nella malattia. Pur di stare al suo fianco, dorme sul terreno gelido, quando soffiano i venti invernali e cade la neve. Bacia la mano che non ha cibo da offrirgli, lecca le ferite e le piaghe causate dallo scontro con la rudezza del mondo. Veglia sul sonno di un povero come se fosse un principe. Quando tutti gli altri amici si allontanano, lui resta. Quando le ricchezze prendono il volo e la reputazione s’infrange, è altrettanto costante nel suo amore come il sole nel percorso che segue il cielo. Se la sorte spinge il padrone a vagare nel mondo come una parias, senza amici e senza tetto, il cane fedele non chiede altro privilegio che poterlo accompagnare per proteggerlo dal pericolo e lottare contro i suoi nemici, e quando arriva la scena finale e la morte stringe nel suo abbraccio il padrone e il suo corpo viene deposto nella terra fredda, non importa se tutti gli altri amici lo accompagneranno; lì, presso la tomba, ci sarà il nobile cane, con la testa fra le zampe e gli occhi mesti, ma aperti in segno di vigilanza, fedele e sincero anche nella morte.”

(Tratto dal libro: I cani non mentono sull’amore. Autore: Jeffrey Moussaieff Masson. Editore: Cairoeditore)

 

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