VIAGGI - esperienze di viaggio
Gita a Praga
Gita in Portogallo
Gita nella Valle dei Templi di Agrigento
Hotel a New York
Gita a Praga
La prima cosa che ti viene in mente lasciando Praga è di tornarci un’altra volta prima possibile.
Praga la magica – la magia di Praga.
Non sono modi di dire o luoghi comuni ma sensazioni reali che ho personalmente sperimentato e che non mi sono mai successe visitando altre città.
Il cuore di Praga è la Città vecchia (Stare Mesto in lingua ceca) che, insieme al quartiere ebraico (Josefov), alla città nuova (nove mesto), si trova sulla sponda destra della Moldava,
il fiume che attraversa la città e che sfocia nell’Elba.
Il cuore del centro storico di Praga è la piazza completamente ristrutturata della Città Vecchia, un gioiello di architettura e di armonia di forme.
Al centro troneggia la statua del riformatore Jan Hus , sul lato opposto, l’orologio astronomico
sul palazzo del Municipio mentre sul lato est si possono scorgere i torrioni e le guglie gotiche della Cattedrale di Tyn.
E’ possibile salire sulla torre del Municipio e godere di una magnifica vista della Piazza e anche oltre.
Percorrendo la sempre trafficata Melantrichova, si arriverà a piazza Venceslao che non è la tipica piazza cittadina. Trattasi di un ampio viale in pendenza lungo circa 700 metri e largo 60, caratterizzato da una trafficata fila di negozi, hotel, ristoranti, night clubs e casinò.
La statua equestre di San Venceslao alla sommità della piazza è un monumento d’importanza storica,
una targa nelle vicinanze è dedicata alle vittime del comunismo.
Scendendo lungo la via Celetnà, ricca di negozi, si può arrivare alla Torre
delle Polveri, una delle storiche porte della città vecchia. Al Quartiere ebraico(Josefov), ai margini della Piazza della Città Vecchia, è possibile visitare la Maiselova synagoga, la sinagoga spagnola, il vecchio cimitero ebraico, la Klausova sinagoga e la Sala Cerimonie. La Sinagoga Vecchianuova è la più antica sinagoga funzionante dell’Europa centrale. Tornando un po' indietro e passando nuovamente dalla piazza dell’orologio astronomico si arriva ad un’altra meraviglia: il ponte Carlo, un ponte di pietra in stile gotico che collega la Città Vecchia a Malà Strana, edificato sotto il regno di Carlo IV. Il ponte, oltre che dai turisti, è molto amato anche dagli artisti locali, da musicisti e da venditori di souvenirs che vi collocano le loro bancarelle durante tutto l’anno. Il ponte Carlo è anche una postazione privilegiata per godere una
panoramica del Castello di Praga nella sua interezza e che da sempre è il simbolo della città (un po’ come la Tour Eiffel per Parigi o il Colosseo per Roma). Inutile aggiungere che anche il Borgo del Castello è da visitare ed è anche un’occasione per godere di una magnifica vista di Praga dall’alto e visitare la Cattedrale di San Vito.
Queste sono le pricipali mete turistiche per coloro che decidono di trattenersi un minimo di tre giorni, ma Praga ha dietro ogni suo angolo sorprese che possono anche non essere evidenziate dalle guide turistiche ma che si ha la soddisfazione di scopire personalmente. Ah, un’ultima segnalazione. A Praga ci sono due edifici, progettati da Frank O. Gehry e Vlado Milunic,
la cui struttura è bizzarramente avvitata e deformata: dato che sembrano una coppia di ballerini, sono soprannominati Ginger e Fred. Possono a prima vista lasciare un po’ perplessi ma sicuramente sono destinati a diventare un caratteristica della città. Se, infine, disponete di un mezzo di trasporto proprio vale la pena uscire da Praga per visitare qualcuno degli splendidi castelli sparsi per tutta la Boemia, c’è soltanto da scegliere.


Gita in Portogallo
La prima impressione che si prova arrivando in aereo, guardando dall'alto, è di una immensa distesa di verde, costellata da piccoli centri abitati.
Impressione poi confermata durante tutti gli spostamenti effettuati in terra di Portogallo.
Arriviamo a Porto nel pomeriggio, il tempo di noleggiare un'auto e ci mettiamo in viaggio in direzione della città. L'intenzione è quella di percorre il Portogallo da Nord a Sud, facendo piccole soste lungo il percorso.
Lungo l'autostrada nessun problema. Le indicazioni sono esaurienti, in poco tempo si arriva in città, ma qui iniziano i problemi di traffico e indicazioni poco chiare.
Non riusciamo a trovare la strada dove è ubicato il nostro albergo, in pratica giriamo attorno al quartiere e ci ritroviamo sempre allo stesso punto, senza riuscire a trovarlo.
Decidiamo di chiedere aiuto a un tassista che, gentilmente, ci da le indicazioni e si "offre", pagando, di accompagnarci. Finalmente attraversando le stesse strade che noi avevamo già percorso diverse volte arriviamo in albergo.
Il tempo di sistemarci, mangiare un boccone al ristorante dell'albergo, e usciamo per un giro notturno della città.
Sarà per la stanchezza, il sonno o per altro, ma l'unica cosa che riesce a colpirci è una distesa d'acqua fiancheggiata da una vegetazione lussureggiante e da alcune costruzioni antiche ben illuminate, in pratica il fiume Douro.
Questo ci da lo spunto per la gita del giorno dopo. Decidiamo, infatti, di percorrere la strada che fiancheggia il fiume Douro in direzione di Peso da Règua, zona di produzione del famoso vino portoghese "Porto".
Il percorso, come già avevamo intuito si rivela molto interessante dal punto di vista naturalistico, infatti la strada, anche se stretta e molto tortuosa, è immersa nel verde e ti da la possibilità per lunghi tratti di ammirare il corso del fiume.
Ce la prendiamo comoda, anche perché obbligati dalle condizioni della strada, e arriviamo a Peso da Règua per l'ora di pranzo.
Il tempo di buttare giù un boccone veloce e ci dirigiamo verso un punto di attracco del fiume per percorrerlo in battello in direzione Porto.
Vedere il paesaggio dal fiume è anche più interessante, sempre le solite distese di verde, qualche cantina, anche quella che produce il famoso "Sandeman", qualche vigneto e poche case private.
Per il ritorno in città decidiamo di percorre una strada più scorrevole in modo da arrivare in tempo utile per la cena che decidiamo di effettuare sul lungofiume.
Il giorno seguente , considerata la notevole vicinanza, decidiamo di invertire la rotta e di fare una escursione in Spagna, direzione Santiago de Compostela.
Dopo esservi stati per due giorni, uscire dalla città di Porto è uno scherzo. Imbocchiamo l'autostrada E01 in direzione Nord.
Da notare che in Portogallo il limite massimo di velocità è di 120 Km/ora e, altra cosa interessante, hanno escogitato un buon sistema di controllo della velocità in caso di nebbia.
Lungo la strada abbiamo modo di ammirare i panorami incantevoli della baia di Vigo; il viaggio è abbastanza tranquillo e in mattinata arriviamo a Santiago de Compostela.
Troviamo l'albergo abbastanza agevolmente, Santiago è abbasta piccola per potersi perdere; è sufficiente chiedere poche informazioni.
Di mattina, visitiamo la cittadina a piedi e nel pomeriggio, invece, visitiamo il santuario e in particolare la cripta dove è sepolto il corpo di S. Giacomo. Al termine, alquanto stanchi, optiamo per la visita alla cittadina in trenino.
La suggestione e le sensazioni di questa escursione sono notevoli. Il ricordo ottimo.
Il giorno successivo partenza per Aveiro, che definiscono la Venezia del Portogallo, una cittadina portoghese a sud di Porto e a pochi chilometri dalla costa atlantica. 
Il primo impatto con Aveiro non è dei migliori, altro che paragone con Venezia, ma appena arrivati in centro dobbiamo ricrederci. Se ce ne fosse l'opportunità sicuramente ci ritorneremmo.

Arrivati in albergo, in una zona che è un'isola pedonale, ben curata e tranquilla, ci sistemiamo e subito andiamo in giro per la solita ricognizione.
La buona impressione sulla cittadina è confermata andando in giro. Graziose casette con i caratteristici prospetti coloratissimi o rivestiti con le piastrelle di ceramica, le note azulejo's, molto verde e una buona commistione antico e moderno.
Per pranzare ci fermiamo con mia moglie in un locale tipico, una taverna (taberna in portoghese). Gli avventori presenti ci guardano un po' straniti, forse non erano abituati a vedere una donna in quel locale. Chiediamo da mangiare piatti tipici della zona, compreso le pastelline di baccalà (Pastelinhos de bacalhau), tutto molto buono ma che si rivelerà in seguito anche
molto pesante.
Ad Aveiro restiamo due giorni. Oltre il solito giro a piedi, facciamo anche il giro in battello per i canali all'interno della cittadina. Il giorno seguente all'arrivo, di mattina, facciamo una interessante
escursione a Coimbra, la cittadella universitaria portoghese.
Incontriamo parecchi studenti infagottati con ampi mantelli neri e sciarpe di vario colore. Immaginiamo che siano dei neo laureati reduci dalla proclamazione di laurea. Niente di tutto questo. Scopriamo che si tratta di studenti dell'ultimo anno del loro corso di laurea, obbligati a un simile abbigliamento. Le sciarpe e le coccarde colorate distinguono i vari corsi di laurea.
Ritorniamo ad Aveiro
in tempo per la cena. Optiamo per un locale un po' in periferia, "La Taberna do Canal", che avevamo notato passando con il battello il giorno prima.La cena si rivela stupenda e il prezzo accessibilissimo. Peccato che il giorno dopo saremmo dovuti andare via.
La mattina dopo si parte per Lisbona, la capitale.
Arriviamo abbastanza presto, ma subito incontriamo le stesse difficoltà della città di Porto: traffico caotico, difficoltà a trovare l'albergo.
Siamo costretti a chiedere aiuto al solito tassista. Questa volta avevamo sbagliato completamente direzione, eravamo arrivati all'altro capo della città.
Dopo il brutto impatto con il traffico di Lisbona, altra brutta sorpresa, in albergo,
ubicato in periferia vicino l'aeroporto, ci fanno aspettare oltre due ore per avere la camera. Ne approfittiamo per fare un pranzo veloce e poi di nuovo in albergo, nella speranza che la stanzia nel frattempo sia pronta. Invece ci tocca ancora aspettare.
Di pomeriggio, per recarci in centro, scottati dal traffico caotico della mattina (ci sembrava di essere a Palermo in ora di punta) e per evitare di perderci nuovamente, preferiamo utilizzare la metropolitana, che si trova a pochi passi dall'albergo.
La metropolitana ci consente di arrivare in pieno centro di Lisbona, non abbiamo che l'imbarazzo della scelta, in quanto ci sono diverse fermate.
Il centro di Lisbona, però, a sorpresa,non ci fa una buona impressione. Lo troviamo un po' decadente, direi quasi abbandonato, sporco dappertutto, edifici dai prospetti anneriti e malmessi, alcune abitazioni che sembrano abbandonate.

Altra sorpresa, piacevole questa volta: l'Elevatore di Santa Giusta, una torre panoramica non segnalata nella nostra guida. Bruttina a vedersi, ma alla cui sommità c'è un terrazzo con incantevole vista panoramica a 360° di Lisbona.
Dopo una prolungata "visita" dall'alto della città, scendiamo per fare una passeggiata per le vie del centro di Lisbona (Baixa de Lisboa). L'impressione di un centro semi abbandonato resta confermata, anzi rafforzata.
Al termine della passeggiata, che ci porta fino alle rive della foce del fiume Tago, che costituisce come un'immensa baia su cui si adagia la città.
Ceniamo in un locale, vicino piazza Da Figuera, dove abbiamo la possibilità di gustare piatti tipici portoghesi e di comprare anche dell'ottima grappa fatta in casa, di cui il cameriere ci aveva fatto fare un assaggio.
Fatto un breve resoconto della giornata appena trascorsa ci rendiamo conto che continuare a tenere una macchina a noleggio a Lisbona è soltanto uno spreco di soldi, pertanto, decidiamo di riconsegnarla e di utilizzare i mezzi pubblici. Prima, però, faremo una escursione a Fatima, dove il giorno avanti non ci eravamo potuti fermare per una questione di tempi (considerato l'intoppo dell'albergo, invece, avremmo avuto tutto il tempo) e dove da Lisbona non era possibile arrivare con il treno.
Arrivati a Fatima l'atmosfera, rispetto a parecchi anni addietro è notevolmente cambiata, ci appare come una cittadina per turisti, anziché un luogo di raccoglimento e di preghiera.
Il ritorno a Lisbona si rivela di
nuovo traumatico per via del traffico, ma almeno questa volta, anche se con qualche difficoltà riusciamo a ritrovare l'albergo senza aiuti. Senza titubanze e non poche difficoltà, decidiamo di riconsegnare la macchina noleggiata a Porto e di proseguire le escursioni con i mezzi pubblici.
La sera ci rechiamo di nuovo in centro utilizzando la metropolitana, che impiega soltanto pochi minuti per arrivare. Continuiamo il giro questa volta nel quartiere adiacente a quello visto la sera precedente, ovvero Bairro Alto.
Ceniamo in un locale tipico dove si canta il Fado.
Il giorno seguente, di mattina, facciamo il giro della città in tram, tra un continuo saliscendi di strade strette e tortuose, con qualche sosta fuori programma per alcune vetture posteggiate a ridosso dei binari e i ragazzini aggrappati alla parte posteriore.
Di pomeriggio, invece, facciamo una escursione in treno fino ad arrivare a Cascais. Facciamo una passeggiata per le vie del centro e arriviamo oltre il porto turistico, con vista mozzafiato, fino alla splendida villa dove trascorse il suo esilio il Re Umberto II.
Lungo la strada del ritorno ci fermiamo a Belem, dove abbiamo la possibilità di ammirare la famosa Torre di Belem, monumento simbolo di Lisbona nonché il monumento a Cristoforo Colombo.
L'ultimo giorno di soggiorno a Lisbona, decidiamo di effettuare una gita in battello lungo il fiume Tago per guardare la città da un altro punto di vista. L'escursione si presenta, come previsto, abbastanza interessante e ci consente, inoltre, otre che vedere la città da un altra visuale, di rivedere meglio quello che avevamo visto il giorno precedente.
Riusciamo a vedere, infatti, il monumento a Cristoforo colombo e la torre di Belem
da ogni angolazione, come non saremmo mai riusciti a fare da terraferma.
Di pomeriggio facciamo l'ultima escursione in centro e po ritorno in albergo per i preparativi del ritorno:
La mattina successiva, all'alba, ci rechiamo in aeroporto utilizzando un taxi.
In aeroporto l'ultima sorpresa per via di un bagaglio un po' pesante. L'impiegato addetto al check-in si dimostra notevolmente fiscale, ma alla fine riusciamo a ripartire per l'talia.
A conclusione del viaggio possiamo affermare che il Portogallo ci ha favorevolmente impressionato. Cittadine molto curate in un'ambiente molto verde, con un clima piacevole, anche se a tratti un po' incostante, un'ottima gastronomia, la gente sufficientemente disponibile e cortese. Unico neo il traffico caotico delle città di Porto e Lisbona, quest'ultima un po' una delusione per lo stato in cui è tenuto il pur bello centro storico.
Gita nella Valle dei Templi ad Agrigento
Volendo effettuare una escursione che includesse, oltre che la Valle dei templi di Agrigento, anche la fascia costiera che va da S. Leone, la località balneare di Agrigento, fino ad Eraclea Minoa, decidiamo di soggiornare a Porto Empedocle, in posizione intermedia, utilizzando la formula del Bed&Breakfast.
La nostra scelta ricade sul Bed&Breakfast Marebosco. 
Considerato il periodo poco felice, la metà di agosto, i posti disponibili sono tutti occupati, per cui il proprietario ci ospita nel suo appartamento, in pratica conviviamo con la famiglia del titolare del Bed&Breakfast.
La prima escursione la dedichiamo alla Valle dei Templi, dove parecchi anni addietro eravamo stati, ma è sempre un piacere rivedere questi luoghi per certi versi affascinanti e per altri misteriosi.
Guardare tali opere imponenti, seppure molto deteriorate dal tempo, ti porta a pensare cosa c'è voluto per tirarle su, senza l'ausilio dei mezzi moderni che siamo abituati a vedere ovunque ci sia una costruzione in corso di realizzazione.
Sicuramente c'è stato l'ingegno di alcune persone per la realizzazione di attrezzature idonee allo scopo, poi l'abilità degli artigiani nel realizzare tali mezzi, infine la forza degli operai (schiavi ?) per la loro utilizzazione. 
Eppure tali opere sono ancora in piedi, hanno resistito all'usura del tempo, alle intemperie, ai terremoti e perché no, anche ai vandali, che ogni tanto ne portano via un pezzetto.
Ancora più suggestiva la visita notturna, con i vari templi illuminati a dovere per riuscirne ad apprezzare ancor più la bellezza.
La giornata è stata faticosa, percorrere sotto il sole i sentieri che ti portano ai vari templi non è cosa da poco.
Il titolare del Bed&Breakfast ci consiglia una trattoria dove effettuare la cena. Si trova a ridosso del porto, si chiama La Cambusa. Locale spartano, ma accogliente, personale cortese.
Il tempo di accomodarsi ai tavoli, il cameriere sapendo che eravamo ospiti di Boscomare, ci chiede se "possono fare loro". Accettiamo volentieri.
In brevissimo tempo il tavolo è riempito di pietanze appetitose e gustose, a base soprattutto di pesce. Paghiamo pochissimo.
Il giorno dopo facciamo un'escursione alla "Scala dei Turchi", un'interessante parete rocciosa che si erge a picco sul mare lungo la costa tra Realmonte e Porto Empedocle.Di colore bianco e somigliante a una grande scalinata naturale di pietra calcarea. È diventata nel tempo un'attrazione turistica sia per la sua singolarità , sia a seguito della popolarità acquisita dai romanzi di Andrea Camilleri con protagonista il Commissario Montalbano, che opera in zona (Vigata) come commissario di polizia.
La scogliera è prospiciente due lingue di spiaggia di sabbia finissima, e vi si accede da una scala ripidissima e di non facile accesso. Visto che ci siamo, ne approfittiamo per fare il bagno, dopo di che ritorniamo a Porto Empedocle.
Il pomeriggio lo dedichiamo ad una escursione alle rovine di Eraclea Minoa e dintorni.
La sera ceniamo in un ristorante, indicatoci sempre dal titolare del Bed&Breakfast, che ci consente di vedere uno splendido tramonto dietro la Scala dei Turchi, ma la cena no è all'altezza di quella fatta alla Cambusa. Il risorante è un locale per turisti, poco avvezzi alla buona cucina siciliana.
Al ritorno ci chiedono come è andata e siamo costretti a riferire di che tipo di locale si trattava.
Ci restano male, in quanto tutti i turisti che loro avevano mandato si erano trovati beni. Poi la spiegazione, infatti si trattava di turisti provenienti dal Nord Italia, sicuramenti non indigeni come noi, intransigenti e alla ricerca di pietanze tipiche più buone di quelle fatte in casa.
Il giorno seguente decidiamo di "allungarci" fino a Mazara del Vallo facendo una deviazione a Capo Passero ber un breve bagno. La giornata scorre tranquilla. A Mazara del Vallo ci fermiamo, giusto il tempo di fare un giro in centro e di pranzare. Mangiamo il "cous cous" a base di pesce, poi ci concediamo un gelato che si rivela ottimo.
Ritorniamo alla base e a sera ci rechiamo a S. Leone per una passeggiata tra bancherelle di chincaglierie e suonatori ambulanti. Al ritorno ci fermiamo nel centro storico di Porto empedocle, animato da turisti e indigeni in cerca di compagnia e di frescura, dove è stata eretta una statua dedicata al "Commissario Montalbano" di Camilleri.
La mattina dopo ritorno a Palermo, con sosta ad Aragona
per visitare le "Maccalube". Una specie di suggestivo paesaggio lunare, costituito da caratteristiche sorgenti da cui non sgorga acqua, ma fiotti di argilla liguida.
Ubicato a pochi chilometri dal centro di Aragona, in un piccolo altipiano, vi si accede attraverso una strada sterrata. L’altopiano, che prende il nome dai fenomeni eruttivi delle maccalube, appare come una landa brulla, estesa per circa un ettaro, ricoperta da una coltre di marne cineree e crepe più o meno profonde.
Hotel a New York
Il coast-to-coast Americano - Il celebre Coast to Coast statunitense è il sogno di molti – l'America, la grande mela, il selvaggio west, l'avventura, lo stare on-the-road... Comunque fra i vari viaggiatori del coast-to-coast, ci sono quelli che preferiscono muoversi all'avventura e improvvisare, ma ci sono anche coloro che non amano lasciare niente al caso e organizzano ogni piccolissimo dettaglio. Molti blog e guide di viaggio consigliano pero' di optare per una via di mezzo. Infatti, se l'improvvisazione può essere gradevole e serbare piacevoli sorprese lungo la strada, per quanto riguarda le città di partenza e di arrivo è meglio regolarsi in anticipo e scegliere in anticipo i vari hotel o alloggi gia' prima di partire. Per esempio - le opzioni di alloggi se si arriva a New York sono sconfinate. Comunque nel mare di opportunità della grande mela è facile scegliere l' hotel a New York che fa per voi. Si spazia dall'albergo storico di lunga tradizione, a quello di lusso con vista su Central Park. Anche per gli hotel a San Francisco, la scelta e' ampia. Dipende da cosa volete fare e il tempo che avete a disposizione da dedicare a San Francisco. Preferite l'atmosfera rilassata ma vivace degli alloggi sulla Baia, magari con vista sul Golden Gate? O la comodità del centro e dei negozi di un albergo sulla Union Square? Oppure non volete fermarvi in città e scegliere un hotel vicino all'aeroporto dove passare la notte, affittare una vettura e poi via sulla strada? Il Coast to Coast negli USA e' sinonimo di avventura, improvvisazione, scoperta…Durante il viaggio visiterete posti stupendi che vi mozzeranno il respiro e che stimoleranno la vostra immaginazione e la vostra voglia di vivere fino in fondo l'atmosfera americana. Ma se lo scopo del vostro viaggio è l'immersione nell'ambiente selvaggio degli States, di sicuro non ci potete perdere nessuno dei parchi nazionali. Il tragitto più classico per attraversare i parchi nazionali e' quello che da San Francisco ri-porta fino a New York, passando da Washington e Chicago. Qui si incrocia la leggendaria Route 66, la vera strada dell'on the road. Con questo tragitto sentirete il richiamo del selvaggio e della forza della natura che vi condurrà fino alle famose e bellissime cascate del Niagara – dove sicuramente rimanerete incantati dallo spettacolo naturale offerto dalle cascate piu' famose del mondo. E, tanto per aggiungere un tocco di proibito e di adrenalina alla vostra avventura, potrete fare anche una deviazione verso Las Vegas, la citta' del gambling e della “perdizione”. In questo tragitto sentirete la voglia di fermarvi ad apprezzare il tramonto in un alloggio nella Monument Valley, oppure contemplare l'orizzonte del Grand Canyon, il fenomeno geologico più grandioso del mondo, con i suoi colori particolari e tipici.






