RIPARAZIONI
per la manutenzione della casa
Dovere effettuare piccole riparazioni a casa è abbastanza frequente, quindi se non si vuole chiamare ogni volta l'operaio o il tecnico e sobbarcarsi l'onere di una spesa non indifferente, occorre darsi da fare per risolvere i vari inconvenienti, almeno quelli più semplici, ma procediamo con ordine:
- guasti di elettrodomestici
- guasti idraulici
- rubinetto che gocciola
- rubinetto rotto
- ostruzione scarichi di lavabi e lavandini
- sostituzione di scalda acqua
elettrico
- guasti elettrici
- riparazioni varie
Manutenzione e piccole riparazioni
Per la manutenzione e la riparazione di piccoli guasti degli
elettrodomestici, siano essi piccoli o grandi, occorre fare molta
attenzione.
Per prima cosa controllare che non sia ancora scaduta la garanzia
(normalmente è di due anni, ma può anche essere superiore, pertanto,
conviene conservare bene lo scontrino fiscale assieme alla garanzia e
al libretto delle istruzioni).
Nel caso in cui l'elettrodomestico sia ancora in garanzia non si deve
assolutamente smontarlo, ma dopo avere constatato che il suo mancato
funzionamento non sia dovuto ad un problema dell'impianto elettrico o
ad un errato uso dell'elettrodomestico, occorre chiamare il centro
assistenza (di solito è indicato in fondo al libretto di garanzia o
separatamente. Nel caso in cui non fosse indicato conviene rivolgersi
al negozio che ha venduto l'elettrodomestico che fornirà l'indirizzo
del centro più vicino).
Anche nel caso in cui la garanzia sia già scaduta, occorre una buona
esperienza per smontare un elettrodomestico, specialmente se è di
piccole dimensioni.
Molto spesso questi elettrodomestici sono assemblati senza l'uso di
viti, ma ad incastro, per cui è molto frequente la rottura dei gancetti
di sostegno, con la conseguente impossibilità ad utilizzarli.
Può anche accadere, nel caso in cui le parti sono assemblate per mezzo
di viti, che le stesse viti abbiano le teste incise in modo
particolare, per cui non servono i normali giravite, ma occorrono
quelli adatti, in dotazione ai centri di assistenza.
E' inutile insistere con giravite inadatti, perché l'unico risultato è
quello di rovinare l'incisione sulla testa delle viti, senza più la
possibilità di poterle svitare.
Nel caso in cui si riesca a smontare l'elettrodomestico (mai prima di
avere staccato la spina dalla presa di corrente), si deve cercare il
motivo del malfunzionamento.
Nel caso in cui non si riscontri nulla di anomalo (un filo staccato, un
morsetto lento, un filo rotto rilevabile aiutandosi possibilmente con
un tester), oppure in presenza di parti elettroniche, a meno di avere
conoscenze specifiche in materia, conviene rinunciare e rivolgersi ad
un centro di assistenza.
In questo caso occorre valutare se conviene fare effettuare la
riparazione, in funzione dell'età dell'elettrodomestico rotto, del suo
valore nuovo e del costo della riparazione.
Pertanto, è utile farsi fare sempre un preventivo per la riparazione,
anche se questo quasi sempre ha un suo costo.
Per quanto riguarda i grandi elettrodomestici, vale quanto detto per i
piccoli elettrodomestici, considerando che sempre più spesso sono
assemblati con notevoli quantità di componenti elettronici, per cui è
problematico in mancanza di esperienza specifica individuare e tanto
meno riparare un guasto.
La manutenzione o la riparazione in tale caso può limitarsi soltanto
alla sostituzione di qualche tubo di carico o di scarico che perde o al
cavo di alimentazione rotto, sfilacciato o staccato, guarnizioni e poco
altro.
Nel caso di guasto di grandi elettrodomestici conviene quasi sempre
affidarsi ai centri di assistenza, valendo anche per questi la
raccomandazione del preventivo e della valutazione della convenienza
della riparazione.
Rubinetto che gocciola
Per la riparazione di un rubinetto che gocciola occorre per
prima cosa munirsi della guarnizione di misura adatta.
Se proprio non si conosce la misura occorre smontare preventivamente il
rubinetto e andare a comprare la guarnizione come da campione (sarebbe
il caso di prenderne più di una da usare per una prossima volta) in un
negozio che vende materiale per idraulici, oppure in un comune negozio
di ferramenta. Prendere soltanto guarnizioni del tipo usato dagli
idraulici (ne esistono dei tipi troppo molli che non vanno
assolutamente bene).
Per smontare un rubinetto, dopo avere chiuso la mandata dell'acqua,
quella del rubinetto se esiste, oppure quella principale, occorre
coprire il buco dello scarico con un panno per evitare che qualcosa di
piccolo vada a finire all'interno.
Smontare quindi la manopola, di solito fissata con una vite alla
sommità e protetta, a volte, da un cappelletto colorato (rosso per
l'acqua calda e blu per l'acqua fredda). Per levare il cappelletto, che
di solito è di plastica, bisogna fare leva con un piccolo giravite a
lama piatta, facendo attenzione a non scalfirlo.
Dopo avere levato la manopola occorre svitare il vitone con una chiave
fissa di misura adeguata.
Levato il vitone la guarnizione si trova fissata nella parte inferiore,
molto spesso dentro un cerchietto di metallo a mezzo di un piccolo
dado. Svitare il dado e levare la guarnizione facendo leva con un
piccolo giravite a punta piatta.
Sostituire la vecchia guarnizione con quella nuova, avendo cura di non
rovinarla (basta una piccola scalfitura per fare gocciolare nuovamente
il rubinetto) e rimontare il tutto seguendo il procedimento inverso
usato per lo smontaggio.
Rubinetto rotto
Se ci si decide a cambiare un rubinetto, perché irremidiabilmente guasto, oppure perché troppo vecchio o più semplicemente per il gusto di cambiarlo, la procedura da seguire per lo smontaggio e il rimontaggio è la stessa di quella descritta precedentemente per la sostituzione della guarnizione.
Ostruzione scarichi di lavabi e lavandini
Causa principale dell'ostruzione degli scarichi dei lavabi è
l'accumulo di capelli o residui e frammenti di sapone, oppure piccoli
oggetti come il tappo del dentifricio, caduti accidentalmente.
Ispezionare, quindi, per prima cosa il primo tratto dello scarico,
aiutandosi magari con una lampadina tascabile.
Se nello scarico sono evidenti grovigli di capelli, provare a tirarli
su aiutandosi con un pezzo di fil di ferro curvato all'estremità a
forma di uncino.
Se non ci sono particolari problemi l'intervento riesce a risolvere
l'ostruzione. Completare l'opera utilizzando uno sturalavandino
possibilmente quello a pompa.
Se, invece, la causa non è visibile e la parte superiore dello scarico
è libera, si può provare con un prodotto chimico specifico per
sciogliere i residui, facilmente reperibile in commercio).
Se anche questa operazione non riesce occorre smontare il sifone
sottostante lo scarico.
Questa operazione si esegue facilmente se lo scarico è libero da
qualsiasi rivestimento (piede del lavabo, mobiletti etc.), diversamente
occorre prima smontare il rivestimento.
Per smontare il sifone si usano le mani oppure un giratubi, agendo in
senso antiorario. Assicurarsi prima di avere messo un secchio sotto.
Svitato il sifone pulirlo all'interno dagli accumuli di residui e da
qualche oggetto cadutovi accidentalmente, quindi rimontarlo,
utilizzando se possibile le stesse guarnizioni, oppure usando del
nastro teflon.
Dopo il rimontaggio del sifone completare la pulizia facendo scorrere
abbondante acqua.
Sostituzione scalda acqua elettrico
Quando uno scalda acqua elettrico comincia a perdere acqua o
presenta evidenti segni di corrosione, è arrivato il momento di
sostituirlo.
Innanzitutto occorre staccare il collegamento elettrico, ovvero la
spina dalla presa oppure il cavo di alimentazione dalla derivazione
elettrica.
Chiudere la mandata dell'acqua fredda (quella principale, oppure quella
dedicata se l'impianto è realizzato a collettore).
Svitare il vitone (quello superiore) che blocca il flessibile
dell'acqua calda stando attenti perché può fuoriscire un po' di acqua.
A questo punto occorre svuotare lo scalda acqua per alleggerirlo. Per
fare questa operazione occorre procurarsi un secchio e intervenire
sulla levetta della valvola di ritegno dell'acqua fredda posta tra lo
scalda acqua e il flessibile.
Nel caso in cui questa valvola fosse bloccata dalle incrostazioni
(evento molto probabile), occorre svitare direttamente il vitone
(quello superiore) del flessibile, fino a quando comincia a fuoriuscire
l'acqua, stando attenti perché inizialmente, per la pressione, può
schizzare dapertutto.
Quando lo scalda acqua si sarà completamente svuotato sarà
sufficientemente alleggerito, pertanto svitare completamente il vitone
del flessibile dell'acqua fredda, se già non si è fatto, e sollevarlo
(preferibilmente due persone) fintanto che non si sgancia dai sostegni.
A questo punto si può procedere al montaggio del nuovo scalda acqua.
Mentre lo scalda acqua è ancora a terra provvedere a montare la valvola
di ritegno, che deve essere sicuramente in dotazione allo scalda acqua.
Assicurarsi che i flessibili siano in ottime condizioni, viceversa è
meglio sostituirli.
Verificare che la staffa di sostegno del nuovo scalda acqua sia adatta
per i ganci già fissati al muro,viceversa occorre procurarsi altri
ganci e fissarli per bene al muro.
Alzare lo scalda acqua e fissarlo ai ganci.
Collegare il flessibile di sinistra (acqua calda) con il corrispondente
tubo dello scalda acqua, ricordandosi di utilizzare una guarnizione
adatta, di solito in dotazione ai flessibili per cui se si utilizzano
quelli vecchi occorre procurarsene di nuove, quindi il flessibile di
destra (acqua fredda) con il corrispondente tubo dello scalda acqua al
è stato già montato la valvola di ritegno)
Riaprire la mandata dell'acqua fredda e verificare che non vi siano
perdite.
Infine regolare il termostato alla temperatura che si desidera e
ricollegare la spina o direttamente il cavetto alla derivazione
elettrica.
Sostituzione lampadina fulminata
La sostituzione di una lampadina fulminata potrebbe sembrare la cosa più semplice da effettuare. In effetti lo è a condizione, però, di rispettare delle regole semplicissime:
- staccare la corrente elettrica
- non svitare mai una lampadina appena spenta, si rischia di ustionarsi le dita
- non avvitare troppo la lampadina forzandola perché rischia se non di rompersi, quantomeno di staccarsi il bulbo dalla ghiera
- non avvitare troppo poco la lampadina perché rischia di non fare bene contatto
- non toccare a mani nude le lampadine alogene
- se la nuova lampadina non funziona controllare con un tester che il filamento non sia interrotto (la resistenza deve essere maggiore di zero)
Sostituzione interruttore/presa rotti
Sostituire un interruttore oppure una presa non è come
sostituire una lampadina, ma è comunque un lavoretto che chiunque può
effettuare, rispettando sempre la precauzione di staccare
preventivamente la corrente.
Di prese/interruttori ne esistono tanti tipi.
Quelli cosiddetti ad incasso, tranne quelli in bachelite a corpo unico,
sono costituiti da un telaio, l'interruttore o la presa e un
copritelaio di materiale vario.
Occorre staccare il copritelaio, quindi svitare le viti che tengono il
telaio attaccato alla cassetta murata al muro.
procedere poi a staccare i fili, allentando le vitine che li serrano,
riattaccando gli stessi fili al nuovo interruttore o presa nella stessa
posizione (attenzione soprattutto alla posizione del filo di terra che
convenzionalmente è di colore giallo e verde). Attenzione anche che non
restino parti di filo scoperto al di fuori degli alloggiamenti.
Rimontare il telaio, avendo cura che le viti non infilzino i fili,
quindi rimettere a posto il copritelaio.
Per gli interruttori in bachelite (sia da incasso che esterni), la
procedura è più semplice, perché il corpo è tutt'uno, quindi basta
allentare le viti che li trattengono al supporto, poi la procedura è
analoga.
Filo interrotto
Ricercare un filo interrotto in una linea sottotraccia non è
cosa semplice, occorre una buona dose di pratica e almeno un tester, ma
questo per fortuna è un problema che raramente si verifica, invece è
molto frequente per i cavetti che collegano gli elettrodomestici alle
prese di corrente ed anche per i cavetti di piccolo spessore, pertanto
è di questa tipologia che si parlerà di seguito.
Per prima cosa staccare la spina dalla presa di corrente.
Controllare il cavo in particolare dove è soggetto a continue
flessioni, in pratica vicino all'attaccatura e in prossimità della
spina.
Se l'interruzione è in prossimità dell'attaccatura conviene accorciare
il cavetto e rifare i collegamenti ai morsetti dell'elettrodomestico.
Se, invece l'interruzione è dalla parte della spina conviene tagliare
il cavetto nel punto di rottura e ricollegare i fili ai morsetti della
spina se di quelle apribili, altrimenti cambiare la spina.
Se l'interruzione è nella parte centrale del cavo conviene cambiare
tutto il cavo.
Non è consigliabile tentare di legare il filo interrotto e ricoprirlo
con nastro isolante perché, se non si sa fare più che bene, oltre che
poco duraturo è anche pericoloso.
Maniglia di porta rotta
Se una maniglia tende ad incepparsi sicuramente c'è qualcosa
che non va all'interno della serratura.
Se la serratura è molto vecchia non vale la pena di smontarla, conviene
sostituirla direttamente.
Per smontare una serratura si deve per prima cosa levare la maniglia.
Di solito è fissata alla porta per mezzo di alcune viti che bisogna
svitare da un solo lato della porta. Dopo di ché si estrae la maniglia
compreso l'asse (quadralino) che la collega alla serratura.
Poi si procede a svitare le viti che fissano la serratura alla porta,
quindi si può estrarre la serratura, aiutandosi con un giravite nel
caso dovesse opporre resistenza.
A questo punto, se la serratura non è troppo vecchia, si può tentare di
smontarla.
Per fare ciò è necessario riporla su di un piano e svitare le viti che
trattengono fra di loro le due facce larghe della serratura.
Normalmente le serrature sono fatte in modo che aprendole i vari
componenti interni non devono saltare, quindi se ciò dovesse avvenire è
evidente che la serratura non va bene e deve, pertanto, essere
sostituita.
Le serrature si trovano facilmente nei negozi di ferramenta, ma poiché
ne esistono di svariati tipologie è consigliabile portarsi il campione
da sostituire.
Rimontare una serratura, come qualsiasi altra cosa è abbastanza
semplice, basta seguire il procedimento inverso allo smontaggio.
Attenzione, nel caso delle serrature è consigliabile provarle con la
porta aperta, perché se qualcosa non dovesse funzionare e si blocca con
la porta è chiusa sono problemi.
Nella malaugurata ipotesi che la maniglia e quindi la serratura si
dovesse bloccare con la porta chiusa, allora occorre svincolare il
nasello dal telaio della porta.
Procedere inizialmente spruzzando del liquido sbloccante nel buco della
serratura, magari cospargendo la stessa chiave di liquido, quindi
agendo sulla chiave e sulla maniglia, provare ad aprire senza mai
forzare.
Nel caso l'operazione non dovesse riuscire si può provare con un
giravite sottile, agendo sul lato opposto a quello di chiusura,
tentando piano piano di fare scivolare il nasello verso l'interno della
serratura.
Procedere con molta cautela perché si rischia di rovinare il telaio e
la porta, se proprio si deve provare farlo con molta pazienza, senza
troppa fretta, prima o poi si sblocca, in caso contrario chiamare un
tecnico.
Mobili scollati
Se un mobile in legno presenta parti distaccate e si vogliono
reincollare occorre procedere alla pulizia delle parti, togliendo le
vecchie tracce di colla e portando a vivo il legno e togliendo anche le
eventuali tracce di polvere.
Spalmare, quindi, le parti da incollare con colla per legno (tipo
Vinavil), farle combaciare esattamente (provare prima senza colla) e
tenerle pressate per almeno 24 ore.
Nel caso siano parti della struttura ad essere scollate, oltre che al
reincollaggio delle parti occorre rinforzare le parti con staffette di
metallo da avvitare alla struttura in legno, se è possibile sistemarle
in parti non visibili, oppure direttamente con viti per legno
sufficientemente lunghe per tenere assieme le parti della struttura
scollate.
Piatrelle traballanti o distaccate
Nel caso di piastrelle distaccate (battendole si sente il
caratteristico suono cupo di vuoto) occorre staccarle completamente dal
muro utilizzando un spatola o qualcos'alto di sottile, facendo
attenzione a non sbeccarle o peggio romperle.
Si procede, quindi, a ripulire i bordi delle piastrelle e quelli
dell'alloggiamento. Creare uno spazio sufficiente per fare entrare le
piastrelle, tenendo conto anche dello spessore della colla.
Se non si vuole usare una colla specifica per piastrelle (in commercio
ne esistono svariati tipi, ma sufficienti a collocare diversi mq di
piastrelle) si può usare un tubetto di colla a contatto per edilizia
(tipo millechiodi).
Spalmare la colla senza sbavare sui bordi e applicare le piastrelle,
curando gli allineamenti ed eliminando eventuali tracce di colla
fuoriuscita dalle giunture.
Aspettare almeno 24 ore che la colla si asciughi (tenere comunque conto
dei tempi indicati sulla confezione della colla) e poi stuccare le
giunture con del cemento.



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