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Conoscere e curare le piante

 

 


Anthurium

Dal sito www.leserre.it si legge che l'Anthurium andreanum appartiene alla famiglia delle araceae.
Trattasi di pianta erbacea fiorita a fogliame decorativo. fiore anthuriumQuello che comunemente è chiamato «fiore» è in realtà un’infiorescenza che si divide in due parti: la spata e lo spadice. La prima è libera, più o meno concava, di color rosso-lacca, bianco o rosa, e deriva da una foglia trasformata che all'inizio avvolge proprio lo spadice. Quest'ultimo è un'infiorescenza sottile, ben eretta, cilindrica con fiori ermafroditi e sessili. Le foglie sono grandi e cuoriformi. La pianta può raggiungere gli 80 cm. di altezza.
La durata è perenne e la fioritura dura da giugno a settembre. Il vero fiore non è la brattea ma si trova sullo spadice ed è costituito da minuscole protuberanze. Le spate fiorali durano molto a lungo, ne esistono diverse varietà con tonalità differenti (rosso-arancio, bianco, rosa, giallo o con punteggiature bianche).
E’ originaria delle zone tropicali e sub-tropicali dell’America Centrale e Meridionale
L'Anthurium esige luminosità intensa ma indiretta, evitare l'esposizione ai raggi solari, le correnti d'aria e gli ambienti troppo secchi.
La temperatura deve essere intorno ai 20°C, non scendere sotto i 10°C. Si possono coltivare o mantenere anche a temperature inferiori, ma crescono e fioriscono poco. Le esigenze non cambiano durante il periodo vegetativo. Per favorire una fioritura migliore l'anno successivo, è necessario esporla ad un "periodo freddo", cinque settimane di temperatura minima intorno ai 12°C. durante il corso della notte.
Sono piante semi epifite e richiedono, perciò, un substrato organico molto grossolano. Si consiglia di creare un mix di torba, letame sfatto, sfagno con l'aggiunta di due parti di terriccio di bosco organico e foglie di faggio. Uno strato di muschio, sistemato sulla superficie, aiuta a mantenere elevato il grado di umidità; le radici superficiali infatti, necessitano molta umidità. Infine, garantire sempre un drenaggio ottimale.
Le annaffiature devono essere regolari, non lasciare asciugare completamente il terreno. Durante le stagioni più calde è opportuno incrementare l'umidità nebulizzando acqua a temperatura ambiente sul fogliame. Durante la stagione fredda diminuire gli interventi idrici.
La concimazione va effettuata una volta al mese, da aprile a settembre. Si consiglia di utilizzare un fertilizzante per piante fiorite, seguendo le indicazioni del prodotto.
Il rinvaso si esegue ogni due anni circa, utilizzando un terriccio ricco di torba e dopo aver cosparso il fondo del vaso con ciottoli o argilla espansa per garantire un miglior drenaggio idrico.
Eliminare le foglie secche e le parti danneggiate. Per incrementare la fioritura eliminare subito i fiori appassiti.
L'anthurium è particolarmente sensibile alle correnti d'aria, che causano ingiallimento delle foglie; talvolta viene colpito da infezioni fungine o attaccato da afidi. Le cure opportune, in particolare per quanto riguarda le annaffiature, possono prevenire marciumi radicali dovuti ai ristagni idrici.
Mantenere costante l’umidità ed annaffiare molto frequentemente.
Gli Anthurium sono arrivati in Europa a partire dalla fine del XIX secolo. Il nome deriva dall'unione di due vocaboli del greco antico: «Anthos» = fiore, e «Urà» coda, con allusione allo spadice.
Questo gruppo di piante è stato testato dalla nasa (l’agenzia spaziale USA) nell’ambito di studi sulla purificazione dell’aria nelle basi lunari. Sono leader nella purificazione dell’aria da ammoniaca (10 microgrammi/ora rimossi), da xilene e toluene (8 microgrammi).
I fiori, a forma di cuore, sono anche chiamati "le frecce di Cupido" e regalati per San Valentino.
I fiori degli anthurium simboleggiano amore e amicizia.

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Pothos

Dal sito www.giardinaggio.it si legge che la Pothos Araceae (Scindapsus aureum) pothosappartiene ad un genere di circa 40 specie di piante rampicanti, sempreverdi, originarie dell'Asia sudorientale, caratterizzate da grandi foglie molto decorative. In natura queste piante raggiungono altezze superiori ai sei metri, in appartamento ovviamente le loro dimensioni rimangono molto più contenute.
E' bene collocarla in un luogo molto luminoso, ad esempio vicino ad una finestra, in estate è opportuno fare attenzione che non venga colpita direttamente dai raggi del sole.
Le annaffiature devono essere contenute, si consiglia di non inzuppare mai il terreno e di lasciarlo asciugare tra un'annaffiatura e l'altra. Tecniche colturali: essendo una pianta rampicante il Pothos sviluppa molto i suoi rami in lunghezza, quindi se vogliamo che si sviluppi in altezza dovremo inserire nel vaso dei tutori, preferibilmente ricoperti di muschio, altrimenti potremo porla in ciotole appese, lasciando la possibilità ai rami di crescere verso il basso. Se desideriamo farla crescere molto è necessario rinvasarla ogni due anni, possibilmente in marzo-aprile, e somministrare del concime per piante verdi circa due volte al mese nell'acqua delle annaffiature, da marzo a settembre. La moltiplicazione avviene per talea: all'inizio della primavera si prelevano, dai germogli alla base della pianta, talee lunghe circa dieci centimetri che vanno piantate in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali; le talee vanno mantenute ad una temperatura di circa venti gradi fino a radicazione avvenuta, quindi si rinvasano in vasi singoli. Si possono praticare anche talee fogliari, possibilmente in maggio o giugno, prelevando porzioni di rami contenenti un nodo, che poi vanno fatte radicare come le talee precedenti.
Solitamente il Pothos non soffre di particolari malattie, comunque se le annaffiature sono troppo abbondanti può capitare che la pianta venga colpita da marciume radicale. Talvolta può essere attaccata dagli afidi che, succhiandone la linfa, rallentano la crescita della pianta.

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