INVENZIONI, idee, brevetti
Tratteremo di seguito sugli aspetti attinenti le procedure per brevettare un'invenzione, poi descriveremo nel dettaglio la costruzione di un forno a legna di tipo familiare, che ha dato lo spunto ad una idea oggetto di brevetto, il CUPOFORM.
VADEMECUM PER BREVETTARE UN'INVENZIONE
(Tratto dalla
nota esplicativa dell'Ufficio Brevetti presso
la Camera di Commercio di Palermo)
CHE COSA È UN BREVETTO
Il brevetto è un titolo in forza del quale viene conferito un monopolio
temporaneo di sfruttamento sul trovato oggetto del brevetto stesso
consistente nel diritto esclusivo di realizzarlo, di disporne e di
farne oggetto di commercio, nonché di vietare a terzi di produrlo,
usarlo, metterlo in commercio, venderlo o importarlo. Possono
costituire oggetto di brevetto: • le invenzioni industriali; • i
modelli di utilità; • i modelli ornamentali; • le nuove varietà
vegetali; • le topografie di prodotto a semiconduttori (registrazione).
Il monopolio decorre dalla data di presentazione della domanda e dura
20 anni per le invenzioni, 15 per i modelli ornamentali e 10 per i
modelli di utilità. Per le nuove varietà vegetali i diritti esclusivi
inerenti al brevetto durano 15 anni dalla concessione del brevetto
stesso (30 anni nel caso di piante a fusto legnoso). Per le topografie
di prodotti a semiconduttori i diritti esclusivi ottenuti con la
registrazione durano 10 anni dalla prima delle seguenti date: - la fine
dell’anno civile in cui è avvenuto il primo sfruttamento commerciale; -
la fine dell’anno civile in cui è stata presentata la domanda.
CHE COSA È UNA INVENZIONE
L'invenzione è una soluzione nuova ed originale di un problema tecnico,
atta ad essere realizzata ed applicata in campo industriale. Essa può
riguardare un prodotto o un procedimento.
CHE COSA È UN MODELLO DI UTILITÀ
Il modello di utilità è un trovato che fornisce a macchine o parti di
esse, a strumenti, utensili od oggetti di uso in genere, particolare
efficacia o comodità di applicazione o d'impiego.
CHE COSA È UN MODELLO ORNAMENTALE
Il modello ornamentale è un trovato che conferisce ai prodotti
industriali uno speciale ornamento grazie ad una particolare forma o
combinazione di linee, colori o altri elementi.
CHE COSA È UNA NUOVA VARIETÀ VEGETALE
La nuova varietà vegetale è una varietà vegetale nuova, omogenea,
stabile e diversa da altre già esistenti.
CHE COSA È UNA TOPOGRAFIA DI PRODOTTO A SEMICONDUTTORI
La topografia di prodotto a semiconduttori è una serie di disegni
correlati, comunque fissati o codificati, rappresentanti lo schema
tridimensionale degli strati di cui si compone un prodotto a
semiconduttori. In tale serie ciascuna immagine riproduce in tutto o in
parte una superficie del prodotto a semiconduttori in uno stadio
qualsiasi della sua fabbricazione.
REQUISITI PER LA BREVETTABILITÀ
I requisiti per ottenere un brevetto d'invenzione sono:
- novità: il trovato non deve essere già compreso nello stato della
tecnica; per stato della tecnica si intende tutto ciò che è stato reso
accessibile al pubblico, in Italia o all'estero, prima della data del
deposito della domanda di brevetto mediante descrizione scritta od
orale, una utilizzazione o un qualsiasi altro mezzo;
- attività inventiva: il trovato non deve risultare in modo evidente
dallo stato della tecnica per una persona esperta del ramo; tale
requisito è sostituito, nella caso di modello di utilità, dalla
“particolare efficacia o comodità di applicazione” e, nel caso di
modello ornamentale, dallo “speciale ornamento”;
- applicazione industriale: il trovato deve poter essere oggetto di
fabbricazione e utilizzo in campo industriale;
- liceità: il trovato non deve essere contrario all'ordine pubblico e
al buon costume. Non sono peraltro considerate invenzioni: - le
scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici o per il
trattamento chirurgico, terapeutico o di diagnosi del corpo umano o
animale; - i piani, i principi e i metodi per attività intellettuale,
per gioco o per attività commerciali e i programmi per elaboratori; -
le presentazioni di informazioni;
- le razze animali e i procedimenti essenzialmente biologici per
l'ottenimento delle stesse, a meno che non si tratti di procedimenti
microbiologici o di prodotti ottenuti mediante questi procedimenti.
TITOLARITÀ DEL BREVETTO
Il diritto al brevetto spetta all'autore dell'invenzione o del modello
o ai suoi aventi causa. Se la realizzazione dell'idea è avvenuta nel
corso di un rapporto di lavoro dipendente, in cui l’attività inventiva
è prevista come oggetto del rapporto, e a tale scopo retribuita,
titolare del diritto di brevetto è il datore di lavoro, mentre
all’autore del ritrovato è riservato il diritto di esserne riconosciuto
autore; se peraltro pur essendoci rapporto di lavoro, l’attività
inventiva non è l’oggetto di tale rapporto, il lavoratore-inventore ha
diritto anche ad un equo premio; se il trovato sia stato realizzato da
un lavoratore dipendente nel settore di attività dell’azienda, ma al di
fuori delle due ipotesi precedenti, il datore di lavoro ha solo un
diritto di prelazione.
COME SI OTTIENE UN BREVETTO
La domanda di brevetto deve essere redatta su apposito modulo e
depositata presso uno degli Uffici Brevetti e Marchi delle Camere di
Commercio, ovvero inviata a mezzo raccomandata con avviso di
ricevimento all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, via Molise, 19 -
00187 Roma.
Alla domanda devono essere allegati:
a) nel caso delle invenzioni
- una descrizione comprendente un breve riassunto, la descrizione vera
e propria, le rivendicazioni e i disegni;
- l'attestazione di pagamento delle tasse di concessione governativa;
b) nel caso dei modelli
- una descrizione comprendente le rivendicazioni (facoltativa per i
modelli ornamentali);
- i disegni, che possono essere sostituiti dalle riproduzioni
fotografiche o dai campioni;
- l'attestazione di pagamento delle tasse di concessione governativa.
Ogni domanda per invenzione o modello di utilità deve avere ad oggetto
un solo trovato ed è sottoposta per legge ad un periodo di segretezza
di 18 mesi, di cui i primi 90 giorni, assolutamente inderogabili,
riservati all'autorità militare per verificare il proprio interesse sul
trovato. Il titolare può decidere di rendere anticipatamente
accessibile al pubblico la sua domanda, per cui, trascorsi i 90 giorni
suddetti, ai quali non è possibile rinunciare, la domanda diventa
visibile. Gli aventi diritto residenti nel territorio dello Stato non
possono depositare direttamente all'estero alcuna domanda di brevetto
senza l'autorizzazione dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che
deve acquisire il parere dell'autorità militare, né prima che sia
trascorso il periodo di segretezza inderogabile di 90 giorni dal
deposito italiano. Nel caso di modelli ornamentali, con una stessa
domanda può essere richiesto il brevetto fino a 100 modelli o disegni,
purché destinati ad essere incorporati in oggetti inseriti nella
medesima classe della classifica internazionale, e non vi è alcun
periodo di segretezza. Il richiedente può presentare domanda
personalmente ovvero eleggere un rappresentante che, nel caso di
invenzioni e modelli di utilità, deve essere scelto tra i consulenti in
proprietà intellettuale, iscritti in apposito albo professionale tenuto
dall'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, o tra gli avvocati iscritti
nei rispettivi albi. I richiedenti residenti all'estero, qualora non
intendano avvalersi di un rappresentante, devono comunque eleggere un
domicilio in Italia ai fini dell'invio della corrispondenza.
La legge consente a chi richiede un brevetto per invenzione industriale
di presentare contemporaneamente domanda di brevetto per modello di
utilità da far valere nel caso che la prima non sia accolta o sia
accolta solo parzialmente. Le domande vengono esaminate dall'Ufficio
secondo l'ordine cronologico al quale si può derogare solo in caso di
vertenza giudiziaria in atto, comprovata dalla relativa iscrizione in
ruolo. L'Ufficio effettua un esame amministrativo ed un esame tecnico
(non di novità) al quale può seguire il rilascio del brevetto o una
richiesta interlocutoria, cui l'interessato deve rispondere entro 60
giorni prorogabili fino a sei mesi. Al termine della fase
interlocutoria l'Ufficio provvede al rilascio o al rifiuto del
brevetto. Avverso quest'ultimo provvedimento è ammesso ricorso alla
Commissione dei Ricorsi entro il termine perentorio di 30 giorni dal
ricevimento. La Commissione dei Ricorsi contro i provvedimenti
dell’ufficio, prevista dall’art. 71 del R.D. 1127 del 29 giugno 1939, è
un organo di giurisdizione speciale al quale si applicano le norme del
diritto processuale civile. Tale Commissione, nominata con decreto del
Ministro dell’Industria, è composta di cinque membri: tre scelti tra i
magistrati, di grado non inferiore a quello di consigliere di appello,
di cui uno con funzioni di Presidente, e due tra i professori
universitari di materie giuridiche. La Commissione decide i ricorsi con
sentenze contro le quali è possibile proporre appello alla Corte
Suprema di Cassazione per motivi di legittimità.
POSSIBILITÀ DI RIVENDICARE UNA PRIORITÀ
Chiunque abbia depositato domanda di brevetto presso uno degli Stati
aderenti alla Convenzione di Parigi può presentare analoga domanda
presso un altro Stato aderente, ottenendo che la valutazione della
novità sia fatta alla data di presentazione della prima domanda. La
rivendicazione della priorità va effettuata contestualmente alla
domanda di brevetto o al massimo entro i due mesi successivi, purché
non si eccedano i dodici mesi dalla data di priorità rivendicata, nel
caso delle invenzioni e dei modelli di utilità, e i sei mesi dalla
stessa data nel caso dei modelli ornamentali. Essa deve contenere le
indicazioni relative agli estremi del primo deposito e la relativa
documentazione, accompagnata da una traduzione in lingua italiana; tale
documentazione, qualora non sia depositata insieme alla rivendicazione
della priorità, deve essere trasmessa entro sei mesi dal deposito della
domanda.
NULLITÀ E DECADENZA DEL BREVETTO
Il brevetto è nullo se:
• è privo dei requisiti richiesti;
• rientra in una delle fattispecie espressamente escluse dalla
brevettabilità; • la descrizione non è sufficientemente chiara e
completa;
• l’oggetto si estende oltre il contenuto della domanda iniziale;
• il titolare non aveva diritto ad ottenerlo. Il brevetto decade se:
• non vengono corrisposte le tasse entro i termini;
• il trovato non viene attuato, o viene attuato in misura insufficiente
al fabbisogno del Paese, entro due anni dalla concessione della prima
licenza obbligatoria.
COME SI BREVETTA UNA VARIETÀ VEGETALE
La domanda di brevetto per nuova varietà vegetale deve essere
depositata esclusivamente all’Ufficio Provinciale dell’Industria, del
Commercio e dell’Artigianato di Roma direttamente o a mezzo del
servizio postale o con altro idoneo mezzo. Essa deve contenere:
- la denominazione che il richiedente intende dare alla varietà
vegetale, conforme alle prescrizioni di legge;
- ogni elemento utile ai fini dell’esame della domanda, oltre agli
altri documenti previsti per ogni tipo di invenzione;
- una dichiarazione di novità e di eventuali diritti da parte di terzi.
La documentazione è accessibile al pubblico dopo 90 giorni dal deposito
della domanda; chiunque ne abbia interesse può formulare osservazioni
che vengono inoltrate al richiedente per eventuali controdeduzioni.
Trascorsi sei mesi dal deposito, o comunque quando la domanda è in
regola, ne viene trasmessa copia completa al Ministero delle Risorse
Agricole, Alimentari e Forestali che ha l’incarico di far effettuare
gli accertamenti tecnici in merito ai requisiti di brevettabilità
previsti dalla legge. L’esito di tali accertamenti viene sottoposto al
parere di una Commissione interministeriale che esprime parere
vincolante in ordine al rilascio o al rifiuto del brevetto.
COME SI REGISTRA UNA TOPOGRAFIA DI PRODOTTO A
SEMICONDUTTORI
Per “prodotto a semiconduttori” si intende un prodotto finito o
intermedio:
- consistente in un insieme di materiali che comprende uno strato di
materiale semiconduttore;
- che contiene uno o più strati composti di materiale conduttore,
isolante o semiconduttore, disposti secondo uno schema tridimensionale
prestabilito;
- destinato a svolgere, esclusivamente o insieme ad altre funzioni, una
funzione elettronica. Per “topografia” di un prodotto a semiconduttori
si intende una serie di disegni correlati, comunque fissati o
codificati, rappresentanti lo schema tridimensionale degli strati di
cui si compone un prodotto a semiconduttori, nella quale serie ciascuna
immagine riproduce in tutto o in parte una superficie del prodotto a
semiconduttori in uno stadio qualsiasi della sua fabbricazione.
Possono costituire oggetto di diritti esclusivi le topografie
risultanti dallo sforzo intellettuale creativo del loro autore, che non
siano comuni o familiari nell’ambito dell’industria dei prodotti a
semiconduttori.
Possono costituire oggetto di diritti esclusivi anche le topografie
risultanti dalla combinazione di elementi comuni o familiari, purché
nell’insieme soddisfino ai requisiti di cui sopra.
La tutela concessa alle topografie dei prodotti a semiconduttori non si
estende ai concetti, processi, sistemi, tecniche o informazioni
codificate, incorporati nelle topografie stesse.
Per ottenere la registrazione di una topografia di prodotto a
semiconduttori è necessario corredare la domanda con:
- i disegni e una documentazione che consenta l’identificazione della
topografia;
- una dichiarazione attestante la data eventuale del primo atto di
sfruttamento commerciale;
- la ricevuta di versamento delle tasse d’esame.
La documentazione relativa a tali istanze diventa pubblica dal giorno
della registrazione a meno che il titolare non ne chieda il
differimento fino al primo sfruttamento commerciale e comunque per un
periodo non superiore ad un anno dalla registrazione.
CHE COSA È UN CERTIFICATO DI PROTEZIONE COMPLEMENTARE E
COME SI OTTIENE
Il certificato di protezione complementare è il titolo in forza del
quale si prolunga la durata dell’esclusiva brevettuale limitatamente al
prodotto medicinale o fitosanitario ottenuto dal brevetto, al fine di
far recuperare il tempo intercorso tra la data della domanda di
brevetto e l’autorizzazione all’immissione in commercio del prodotto.
Esso ha una validità, decorrente dal termine di scadenza del brevetto,
pari al periodo compreso tra la data della domanda di brevetto e
l’autorizzazione all’immissione in commercio del prodotto detratti 5
anni, ma comunque non può avere durata superiore a 5 anni.
Le relative istanze devono essere inviate esclusivamente all’Ufficio
Italiano Brevetti e Marchi entro e non oltre sei mesi dalla data del
primo decreto di autorizzazione all’immissione in commercio o, qualora
questo risalga ad una data antecedente la concessione del brevetto,
entro e non oltre sei mesi dalla concessione.
All’istanza devono essere allegate:
- copia del brevetto cui si fa riferimento con la dichiarazione del
richiedente che esso è ancora in vigore;
- copia del decreto del Ministero della Sanità di autorizzazione
all’immissione in commercio del farmaco o del fitosanitario;
- ricevuta del versamento della tassa prescritta.
Qualora la prima autorizzazione sia stata rilasciata in un altro Stato
dell’Unione Europea, oltre alla copia del decreto italiano occorre
consegnare anche la copia della Gazzetta Ufficiale di tale Stato in cui
è stata pubblicata la suddetta autorizzazione.
Per sintetizzare
- sviluppare la propria idea
- elaborare i disegni particolareggiati dell'opera e, se necesario, un campione
- redigere una dettagliata relazione su quanto realizzato
- stabilire di che tipo di invenzione si tratta tra le cinque indicate nelle premesse
- procurarsi i moduli per la richiesta di deposito presso l'Ufficio Brevetti della Camera di Commercio competente per territorio (si possono scaricare anche dal sito della C.C.I.A.A.)
- compilare detti modelli nel numero di copie richiesto
- pagare i diritti di segreteria secondo gli importi indicati nella tabella 'A' del decreto interministeriale del 02/04/2006, pubblicato sulla G.U.R.I. serie generale n. 81 del 06/04/2007 e la tassa governativa
- depositare l'istanza di brevetto e tutta la documentazione a corredo presso l'Ufficio Brevetti
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Costruzione di un forno a legna di tipo familiare
Alternative
Per la realizzazione di un forno a legna di tipo familiare esistono tre
alternative.
- comprare un forno già pronto, completo di rivestimento;
- comprare una struttura interna di forno già precostruita (camera di cottura o cupola costituita da pezzi da assemblare più o meno grandi (quindi più o meno pesanti), in funzione delle dimensioni del forno stesso; da considerare che i forni più grandi, circa 1-1,2 mt di diametro, possono pesare anche diverse centinaia di chili) e quindi assemblarlo su una base appositamente costruita, coibentarlo e infine rivestirlo a proprio piacimento;
- realizzarlo interamente per proprio conto, compresa la struttura interna costituita da singoli mattoni refrattari, sicuramente più maneggevoli rispetto ai pezzi dei forni prefabbricati, ma sicuramente più complicati da assemblare.
Il primo caso costituisce la soluzione più semplice, in
quanto si compra un prodotto già finito, sicuramente funzionante e
pronto all’uso, quindi adatto a chi non ha tempo libero ovvero non ha
la necessaria manualità per realizzarselo per proprio conto. Per tali
tipi di forno esiste una molteplicità di offerte, che vanno dal
semplice forno in metallo, quindi da rivestire, a quelli già rifiniti
in muratura, molto spesso abbinati ai barbecue. Tale soluzione,
normalmente, è vincolata alla forma e dimensione del prodotto finito.
Nel secondo caso i vantaggi sono sicuramente quelli della facilità
nella realizzazione e della garanzia del funzionamento, trattandosi di
forno con struttura interna prefabbricata (la parte più complessa
dell’intera costruzione), anche se si devono assemblare diversi pezzi,
per lo più molto pesanti, seguendo uno schema prestabilito dal
produttore. Questa soluzione sicuramente non è la più economica.
Nel terzo caso, invece, a parte la soddisfazione di avere realizzato
personalmente il proprio forno, senza neppure l’ausilio di una camera
di cottura prefabbricata, il vantaggio è sicuramente quello economico,
purché si sia effettivamente in grado di realizzare l'opera interamente
da soli, senza l'aiuto di maestranze specializzate.
In questo caso, però, grava l’insicurezza del funzionamento e ancora
prima la difficoltà per la realizzazione del cuore del forno, ovvero la
camera di cottura a forma di cupola con materiali che siano facilmente
reperibili in commercio.
Tutto ciò soltanto per quanto riguarda la camera di cottura, in quanto
per il resto la realizzazione è uguale al caso precedente, quindi con
costi e difficoltà uguali.
Per ovviare a questi inconvenienti, tuttavia, esistono semplici regole
da seguire e può essere di notevole aiuto l’idea oggetto di
un brevetto: il CUPOFORM.
Tecniche di costruzione
Per la realizzazione di un forno a legna di tipo familiare familiare
occorre procedere per gradi, come qualsiasi tipo di costruzione,
l’importante è possedere una buona dose di manualità e familiarità ai
piccoli lavori di muratura.
Realizzare innanzitutto un progetto.
Per farlo non occorre essere dei tecnici, progetto equivale ad idea.,
quindi occorre essenzialmente sapere cosa si vuole realizzare e
disegnare soltanto alcuni schizzi con le misure essenziali e la forma
che dovrà avere la costruzione quando sarà ultimata.
Il progetto (idea) dovrà tenere conto di diversi elementi:
- Dove realizzarlo
- In che materiale realizzarlo
- La forma
- Le dimensioni
- Come rivestirlo
avendo ben chiari questi quattro elementi si può cominciare ad approvvigionarsi del materiale occorrente:
- CUPOFORM
- Sabbia
- Pietrisco
- Cemento normale R-325
- Alcune aste di tondino di ferro Ø 12 oppure Ø 14
- Mattoni pressati
- Malta cementizia
- Mattoni refrattari
- Cemento refrattario
- Argilla espansa per la coibentazione, o altro materiale equivalente
- Materiale scelto per il rivestimento
A questo punto si può dare il via alla costruzione.
A meno che non si ha già a disposizione una base di appoggio occorre
realizzarla.
Si inizia con la fondazione: eseguire uno scavo di almeno 20/30 cm di
profondità, in funzione del tipo di terreno che si ha a
disposizione e più largo di almeno 30 cm rispetto alla base di
appoggio. Lo scavo si riempie di calcestruzzo dosato a kg 300 di
cemento per ogni mc, opportunamente armato con i tondini di
ferro a incrociare.
Quando il calcestruzzo si sarà asciugato si può procedere alla
realizzazione delle spallette di sostegno della base di appoggio,
utilizzando del normali mattoni pressati e malta cementizia (ne esiste
di già pronta in commercio).
Si passa, quindi, alla realizzazione della base di appoggio che dovrà
avere un’altezza di circa 110 cm e dovrà essere più larga rispetto alla
camera di cottura in modo da realizzare anche una base di appoggio che
risulta molto utile. Per la realizzazione si procede allo stesso modo
di un comune ripiano, ma che deve essere in grado di sopportare il
notevole peso soprastante. Si può realizzare tutta in cemento armato
oppure mista, ovverosia con travetti prefabbricati, pignatte e
calcestruzzo, oppure ancora in ferro, tavelle e calcestruzzo.
Si può cominciare adesso la costruzione della cupola. Si posizionano
secondo lo schema di progetto i mattoni che costituiscono la base,
aiutandosi con il CUPOFORM. Si passa poi
a murare la prima fila dei mattoni refrattari, avendo cura di bloccarla
in modo che non possa essere spostata verso l’esterno dai mattoni
soprastanti (vedere disegni sottostanti).

Finita la costruzione della camera di cottura si lascia
essiccare il cemento per almeno due giorni.
Se i mattoni della cupola sono ben serrati tra di loro e murati con il
cemento refrattario è tecnicamente impossibile che si verifichino
crolli o anche parziali cedimenti, in quanto i mattoni si sorreggono
uno con l’altro, con lo stesso principio con cui si sono sempre
costruite le volte in muratura.
A questo punto la struttura è pronta, alla stregua di un forno
prefabbricato, per essere coibentata e rivestita secondo le
scelte fatte in progetto.
Qualunque sia il tipo di rivestimento usato, occorre comunque
completare il forno con uno sportello in ferro, meglio se in ghisa,
dotato di termometro da forno, e con la canna fumaria in cemento o
metallo, coibentata, purché di sezione non inferiore a cm 20,
dimensione che, comunque, dipenderà dalle dimensioni del
forno, dall’altezza della canna, dalla posizione , dall’altitudine.
Questo tipo di realizzazione, a prescindere da ogni altra
considerazione già detta, consente una maggiore elasticità per quanto
riguarda il dimensionamento del forno o, comunque, adattarlo alle
proprie esigenze.
Nota:
Le Ditte che fossero interessate al brevetto del
CUPOFORM possono contattare l'autore al seguente indirizzo e-mail: camsacs@libero.it



2008-2011 -
webmaster Carmelo Sabatucci