IL GIARDINO ORNAMENTALE palermitano
PREMESSA
POLYGALA MYRTIFOLIA
PLUMBAGO CAPENSIS
HYDRANGEA MACROPHYLLA
PREMESSA
Saranno in pochi su questa terra a non desiderare di avere un giardino, anche piccolo, anche un’aiuola a piano terra in un appartamento in condominio, dei vasi con fiori in un balcone o in un terrazzo o un giardino pensile sulla copertura dell’edificio sfidando al limite le sue condizioni statiche.
In queste note saranno trattati essenzialmente interventi in giardini privati annessi ad un’abitazione con la descrizione di fiori, arbusti ed alberi che possono acclimatarsi bene a Palermo.
Il giardino ornamentale, sia privato che pubblico, è una composizione complessa, da considerare quasi un’opera d’arte. Chi scrive non ha l’ambizione di compilare un manuale sulla progettazione di un giardino, ma sulla scorta della propria esperienza, di suggerire a quanti per puro diletto vogliono fare del proprio giardino, sia negli interventi ex novo che in quelli d’integrazione e/o sostituzione, uno spazio qualificato con scelte non lasciate all’improvvisazione.
Alcune note saranno dedicate alle tipologie di giardino per avere un riferimento nelle scelte che saranno fatte per il disegno complessivo del giardino da creare o da riordinare.
Per propria convinzione non saranno riferiti gli elementi di conoscenza derivanti dalla letteratura botanica; saranno accostate soltanto le denominazioni scientifiche ai nomi volgari per facilitare quanti vorranno approfondire l’argomento.
Con l’augurio di tante soddisfazioni che potranno venire dall’impegno faticoso che richiede il giardinaggio a questo livello, perdonate le tante lacune di queste brevi note.
Ninni
POLYGALA MYRTIFOLIA
Nella primavera del 2006 abbiamo piantato due piccoli arbusti di poligala a foglie di mirto (polygala miyrtifolia); erano alti non più di cm 40, oggi dopo solo tre anni dalla piantumazione, con grande soddisfazione, si è formata una meravigliosa macchia di colore, tondeggiante, con un diametro di due metri e un’altezza di cm 140. I due arbusti sono stati piantati in pieno sole, la posizione migliore in quanto questa pianta necessita almeno di alcune ore di soleggiamento al giorno.
Con la crescita gli arbusti si sono intrecciati tra loro; presentano un tronco grigiastro legnoso dal quale si diparte una fitta ramificazione erbacea. Le foglie lanceolate sempreverdi sono simili a quelle del mirto; all’apice dei ramoscelli si formano le infiorescenze: piccoli fiori colore viola riuniti in racemi; è stupefacente il fatto che la fioritura dura tutto l’anno; soltanto in inverno si riduce, ma non scompare.
Da marzo ad ottobre la poligala richiede annaffiature una volta alla settimana soltanto quando il terreno è completamente asciutto; eccessive annaffiature possono provocare marciumi radicali. In inverno le annaffiature devono essere effettuate soltanto nei periodi di prolungata siccità.
In primavera si può intervenire con una concimazione ricca d’azoto.
Unico inconveniente che ho riscontrato, che in effetti potrebbe non dare fastidio, è il fatto che la poligala attira le api. Per il resto è un piacevole godimento.
PLUMBAGO CAPENSIS
Se avvertite l’esigenza di proteggere il vostro giardino dalle sbirciate curiose dei vostri vicini o dei passanti e nello stesso tempo volete godere di una meravigliosa e copiosa fioritura, vi consiglio di piantare la piombaggine conosciuta anche come gelsomino azzurro (plumbago capensis); il fiore somiglia a quello del gelsomino tranne il colore azzurro chiaro; ne esistono anche altre varietà che non ho ancora trovato in commercio a Palermo; le più comuni variano dall’azzurro scuro (plumbago capensis azureum) al bianco (plumbago capensis alba) al rosso scarlatto (plumbago capensis rosea).
È un arbusto con steli sottili, sarmentosi, lunghi fino a 3 metri e oltre, flessibili; se sono utilizzati come rampicanti è necessario legarli ad un supporto (graticcio, cancellata o fili ancorati alla muratura) in quanto non si avviluppano al sostegno e ricadono verso terra.
Le foglie perenni di colore verde chiaro, ovali lanceolate nella parte superiore si restringono nella zona inferiore fino ad un picciolo all’attaccatura nello stelo; hanno una dimensione massima di circa cm 6x2,5.
I fiori si presentano in corolle compatte a spighe corte; sbocciano in primavera e con un continuo ricambio la fioritura dura compatta fino all’autunno inoltrato; purtroppo, al contrario del gelsomino, sono privi di profumo.
In autunno è bene tagliare gli steli che hanno portato i fiori sia per favorire nella primavera successiva la formazione di nuovi getti sia per evitare il fastidioso inconveniente che i fiori secchi si appiccichino agli abiti di chi accudisce la pianta.
Finito l’inverno la pianta si presenta alquanto malconcia; non ci si deve preoccupare in quanto ritornerà presto splendida come prima.
Il plumbago predilige il pieno sole, ma sopporta anche la mezz’ombra; non tollera il gelo se non per un periodo non prolungato. Queste esigenze climatiche hanno permesso a questa pianta di attecchire rigogliosamente nei giardini di Palermo.
Durante il periodo della fioritura richiede frequenti annaffiature senza fare asciugare completamente la terra; nel periodo invernale saranno invece limitate ai periodi di eventuale siccità.
Durante la fioritura si può diluire nell’acqua dell’annaffiatura un concime liquido ricco di potassio in piccole quantità una volta la settimana.
HYDRANGEA MACROPHYLLA
In un angolo protetto e molto ombreggiato del vostro giardino potete mettere a dimora un’ortensia, ancora meglio un gruppo di ortensie, che faranno da contrappeso alla parte di giardino in pieno sole; ne esistono molte varietà; la più comune, non solo a Palermo ma anche nel resto d’Italia, è la Hydrangea macrophylla. Limito queste note soltanto a questa specie tenendo conto del microclima palermitano.
È un arbusto rustico e vigoroso con grandi foglie verde scuro, caduche e con bordo seghettato.
Necessita di terreno particolarmente ricco, pertanto, è bene al momento della messa a dimora praticare una buona concimazione.
In estate si copre di grandi infiorescenze sferiche di colore diverso (bianco, rosa, azzurro, blu, rosso, viola)
Per la specie che stiamo illustrando esiste una relazione tra la natura del terreno ed il colore dei fiori: se il terreno è alcalino i fiori saranno rosa o rossi, se è acido saranno blu o porpora, se è neutro saranno di colore crema. In presenza di terreno acido è possibile intensificare il blu somministrando una soluzione di solfato di alluminio, mentre se è neutro o acido per ottenere una colorazione azzurra si può aggiungere all’annaffiatura un ammendante a base di ferro e di alluminio; questi prodotti esistono già pronti nei negozi di giardinaggio. Questi trattamenti si effettuano nel periodo di riposo vegetativo.
Le cure necessarie sono quelle comuni; anzitutto occorre fare aerare il terreno con la sarchiatura e l’eliminazione delle erbe infestanti; è indispensabile praticare regolari e abbondanti annaffiature per assicurare una frescura anche in piena calura, facendo, però, attenzione ai ristagni che possono provocare la fine della pianta; quando il caldo è eccessivo è opportuno nebulizzare intorno alla chioma acqua non calcarea per rendere umido l’ambiente, non esagerando perché un eccesso di acqua favorirebbe la formazione di muffe; nel periodo primaverile è bene intervenire con fertilizzanti; infine durante la fioritura vanno eliminati i getti secchi o deboli e quelli rovinati dalle intemperie.
Nel nostro clima mite la potatura si può eseguire o in autunno dopo la fioritura oppure dopo l’inverno quando le gemme sono ben sviluppate; il primo anno, quando la pianta ha un solo stelo, si pota lasciando solo due gemme per favorire i getti laterali; nel secondo e terzo anno si lasciano quattro gemme nei nuovi getti laterali; dal quarto anno in poi si eliminano i rami vecchi e si potano i getti dell’anno precedente sopra le gemme più grosse verso l’esterno del ramo.
Un pericolo per la pianta è costituito dalle lumache che sono vere divoratrici delle foglie ancora piccole e delle gemme.



