ANIMALI DI CASA
Breve guida per coloro che possiedono animali
in casa.
Definizioni, luoghi comuni, storie curiose di animali.
Consigli relativi a: pulizia, scelta
del veterinario, passeggiata,
alimentazione, rapporto tra
cane e padrone, abitudini,
territorio, comunicazione.
Qualche consiglio per accudire il nostro cane
Cosa fare nel caso di adozione di un cucciolo
Storia di "Dinah" ( una setter rossa incinta)
Numero verde per segnalare un cane abbandonato
I meticci
Possedere animali in casa, siano
essi cani
,
gatti, pappagallini o altro, è un fatto che provoca enorme
soddisfazione e la soddisfazione è doppia se l'animale è un meticcio
anziché un costoso animale di razza.
Come si legge su www.wikipedia.it, "
Bastardino"
è un termine di uso comune con cui si indica normalmente un meticcio,
un cane frutto di un incrocio di razze canine diverse. Detti anche "cani
fantasia"
rappresentano una tipologia di cani molto eterogenea, ma da
considerarsi nel complesso la più diffusa. A differenza dei cani di
razza, dei quali vi è una forte mercificazione, i bastardini non hanno
un valore commerciale. Spesso per tale motivo sono maggiormente
soggetti all'abbandono (situazione che, benché contravvenga alla legge
sempre più severa in materia, è frequente soprattutto nella stagione
estiva), incrementando di conseguenza il fenomeno del randagismo e il
sovraffollamento dei canili.
È opinione comune che il cane
cosiddetto bastardino sia normalmente più immune alle malattie, più
longevo, più intelligente e per alcuni anche più affettuoso di un
qualunque cane di razza. In realtà, tali opinioni possono essere
spiegate (come nel caso della maggiore "robustezza") con il fenomeno
del cosiddetto vigore ibrido, che si contrappone all'indebolimento
genetico portato dalla selezione talvolta purtroppo errata e/o
esasperata in alcune razze...."
Fatta
questa premessa, è da puntualizzare che portare un animale in casa,
specialmente se lo stesso è destinato a vivere in un appartamento senza
possibilità di uno spazio verde esterno, comporta parecchie difficoltà.
Tali difficoltà sono tutte superabili soltanto se si vuole
veramente bene agli animali, (non sono giocattoli da usare per un 'po e
poi buttare nella spazzatura appena si è stanchi).
Gli animali chiedono tanto impegno di tempo per pulizie, cure,
passeggiate (cani), ma danno anche tanto affetto , specialmente i
bastardini.
Perché, quindi, non adottare
un animale? si guadagna così un vero amico e si leva un potenziale
randagio dalla strada con tutti i rischi che questo comporta.
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Qualche consiglio per accudire il nostro cane (*)
Gli
obblighi del proprietario di un cane sono quelli di nutrirlo,
accudirlo, educarlo e rispettare le norme che regolano il rapporto col
proprio animale, e tra questi e il mondo circostante.
Per
'accudire' si intendono tutte quelle operazioni finalizzate a far stare
bene l'animale, sia fisicamente che dal punto di vista
igienico-sanitario.
La pulizia. La pulizia del cane e dei
luoghi dove vive deve essere effettuata con modalità e
tempistica adeguate, tenendo conto della sua mole e degli spazi che
frequenta, avendo cura di utilizzare adeguati disinfettanti e
antiparassitari in modo da impedire che germi e, soprattutto,
ectoparassiti (pulci e zecche), possano attaccare lui stesso, altri
animali o persone,
Per l'igiene ci si può sempre avvalere di
centri specializzati in tolettatura, che sapranno utilizzare i prodotti
appropriati e che avranno cura di unidonea contenzione durante il
bagno, visto che non tutti i cani tollerano manipolazioni sul proprio
corpo e, quindi, potrebbero reagire nei confronti dell'operatore,
Il veterinario.
E' una scelta importante quella del veterinario cui affidare il nostro
cane. Egli si occuperà delle sverminazioni, del piano vaccinale, della
cura delle eventuali malattie e ci seguirà durante il percorso dela sua
vita, dandoci tutte le informazioni utili a facilitare il nostro
compito.
La passeggiata. Essa riveste un
aspetto particolarmente rilevante nella vita quotidiana del cane,
perché, oltre a garantirgli esercizio fisico, induce a riflessi
condizionati e permette
l'espletamento
dei bisogni corporali fuori dal luogo dove abita. Questa abitudine si
sviluppa col tempo, educando l'animale fin da piccolo, facendo in modo,
dapprima, che faccia i suoi bisogni su un giornale o sul terriccio, in
casa, fino a quando non svilupperà il controllo volontario degli
sfinteri e contemporaneamente, assocerà l'espletamento dei bisogni alla
passeggiata, inizialmente spostando il giornale o il terriccio
all'esterno.
L'alimentazione.
Può essere varia e differente nei diversi momenti della sua vita. E'
consigliabile effettuare lo svezzamento con crema di riso ed
omogeneizzati, associando anche del latte, dapprima parzialmente
scremato, facendo attenzione che il cucciolo non sia intollerante a
questo alimento; verificato ciò, si può somministrare il latte intero.
Col tempo, si possono dare i mangimi presenti in commercio, che variano
in base all'età, come, ad esempio il pappy, lo junior,
l'adult, il senior,
oppure utilizzare normalicibi appropriamente scelti e cucinati,
evitando fritture, dolciumi e alimenti grassi. Al cucciolo si danno tre
razioni giornaliere, diminuendole con l'età, sino ad arrivare allo
stato adulto, quando il pasto avverrà soltanto una volta al giorno.
Il rapporo tra cane e padrone.
Da stime effettuate in anni recenti si calcola ci sia un cane ogni
dieci abitanti, ovvero un cane ogni tre famiglie: da qui l'importanza
di stabilire un dialogo tra l'animale e ogni singolo componente del
gruppo familiare.
Il
rapporto tra cane e padrone si costruisce giorno dopo giorno sulla base
dell'istinto e dell'affetto di entrambi; quando il primo si rapporta
sin dai primi giorni di vita con il secondo, si può verificare il
cosiddetto imprinting, ovveroil cane vede il
padrone e la sua
famiglia come se fossero il suo branco, cercando nel gruppo il capo,
ruolo assunto e mantenuto attraverso atteggiamenti tipici del leader,
che spesso si identifica con il capo famiglia. Gli atteggiamenti tipici
del leader sono: mangiare per primo, possedere
un'area esclusiva per dormire o riposare e possedere cose ad altri non
concesse.
Le abitudini familiari.
Proprio per i motivi sopra indicati, onde evitare la scalata del cane
nella gerarchia del branco (famiglia), che si può manifestare con
atteggiamenti aggressivi, si debbono adottare delle procedure che
diventino delle abitudini familiari.
Queste sono:
- non somministrare cibo al cane durante i nostri pasti, ma farlo
mangiare dopo che abbiamo terminato;
- farlo entrare in casa successivamente all'ingresso di tutti i
componenti il nucleo familiare;
non concedergli l'uso di poltrone o divani destinati ai vari membri
della famiglia, perché il cane potrebbe ritenerli proprio territorio e,
allora, reagire con aggressività allorché qualcun altro li occupa.
Affinché il cane rispetti il suo padrone, questi non deve umiliarlo con
punizioni eccessive, che potrebbero incrinare i rapporti di fiducia.
Nell'educazione e nell'addestramento, è importante il cosiddetto
"rinforzo positivo", consistente nel gratificare l'animale con
bocconcini, carezze e complimenti dopo che ha eseguito un ordine
correttamente.
Quando in una famiglia vi sono bambini, bisogna regolarmentarne il
rapporto:
generalmente i bimbi hanno molto tempo da dedicare all'animale di casa,
facendolo felice, soprattutto se si tratta di un cucciolo.
Bisogna, però, considerare che il cane cresce e diventa adulto molto
tempo prima del bambino e, a un certo punto, non tollererà più di ess
ere
strapazzato o trattato come un gioco perché, anche se docile, potrebbe
reagire con aggressività.
Il territorio. Il cane s'impossessa di un
territorio e
tenta di difenderlo: quindi non accetterà l'ingresso nell'appartamento
di estranei, sia persone che, ancor peggio, suoi simili. Pertanto,
qualora dovesse arrivare un nuovo cane, meglio che sia cucciolo, in
modo che non lo veda come un nemico.
Anche l'arrivo di un neonato potrebbe creare tensioni nell'animale: per
questo, in entrambi i casi, il padrone non deve trascurarlo e non deve
mostrare di dare troppa attenzione ai nuovi arrivati.
La comunicazione. Occorre, infine,
ricordare che il cane ha un suo linguaggio definito, verbale e non
verbale.
Comunicazione non verbale:
- felicità: salto, orecchie dritte e coda alzata;
- bisogno d'attenzione: piccoli colpi di muso o
di zampa al padrone, o tirare un lembo di vestito;
- concentrazione: classica posizione 'di punta',
orecchie dritte, sguardo fisso, muscoli in tensione;
- paura: testa e orecchie abbassate, coda tra le
gambe;
- nervosismo: fissa quello che lo sta irritando,
digrigna i denti e ringhia;
- noia: sbadiglia, resta accucciato e sonnecchia.
Comunicazione verbale:
-abbaio: per attirare l'attenzione;
- ululato: avviso di difesa del territorio;
- ringhio: difesa del territorio, se provocato;
- guaito: lamento determinato da uno stato di
malessere.
Alla fine di questa esposizione, vorrei spiegare in quali circostanze e
per quali motivi un cane può diventare aggressivo.
Oltre che dal carattere, l'aggressività può derivare da una cattiva
gestione dell'animale: per esempio, perché ritiene di essere sfidato
quando lo si sgrida o gli si impartiscono ordini; perché qualcuno si
avvicina alla cuccia o alla ciotola; perché si entra in competizione
per i luoghi dove lui riposa (letto, divano, poltrona); per la difesa
del cibo o dei cuccioli, nel caso di femmine; per reazione al dolore
fisico; per difficoltà a socializzare, da cucciolo; per esperienze
traumatiche; per cause genetiche dovute ad incroci che producono
soggetti con deficienze e anomalie fisiche e psichiche.
(*) Articolo di Sebastiano Lombardo, dirigente veterinario Ausl
6, pubblicato sulla rivista "Palermo Amica degli Animali"
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Cosa fare nel caso di adozione di un cucciolo
- Fate visitare il cucciolo da un veterinario per un controllo generale del suo stato di salute, per la sverminazione (effettuata utilizzando vermifughi specifici per cani e mai per uso umano) e per iniziare la prassi vaccinale.
- Se gli darete da mangiare croccantini di qualità, avrete la certezza di una dieta equilibrata per il vostro cane. Si trovano croccantini specifici per cuccioli, cuccioloni, cani adulti, anziani ecc...
- Dategli da mangiare 4 volte al giorno, fino ai 6 mesi; 3 volte dai 6 mesi fino all'anno di età; dopo il primo anno di vita, si consiglia di farlo mangiare sempre 2 volte al giorno, per non appesantirlo ed incorrere in pericoli quali la torsione dello stomaco.
- Non lasciategli MAI a disposizione il cibo per più di 15 minuti; se ne rimane, toglietelo e riproponetelo al pasto successivo.
- Non dategli mai bocconcini dalla tavola, altrimenti imparerà a gustare il nostro cibo, ad elemosinarlo e comincerà a rifiutare il suo.
- Nei primi tempi farà i bisognini dentro casa. Abbiate pazienza: dovete però fargli capire che questi andranno fatti nel posto che voi avete scelto, e nel quale sistemerete fogli di giornale o tappetini assorbenti. Al suo risveglio e ogni volta che finirà di mangiare, siate pronti a portarlo sul posto scelto e tenetelo lì finché non farà i suoi bisognini (basteranno pochi minuti). Premiatelo ogni volta che fa un'azione giusta. Per rimproverarlo, usate il tono della voce e non picchiatelo mai, nemmeno con il giornale. Se gli scappa in un luogo diverso, rimproveratelo e portatelo nel luogo giusto dicendogli "qui", "bravo".
- Trovate del tempo per giocare con il vostro cucciolo, ma quando avete finito, riponete i giochi. Ciò vi tornerà utile quando uscirete di casa e lo lascerete solo, perché potrete rimettergli a disposizione i giochi su cui focalizzare la sua attenzione, evitando di arrecare danni alla vostra casa, soprattutto nel periodo del cambio dei denti che avviene tra i 4 e i 6 mesi.
- Ricordatevi che è obbligatorio per legge far mettere il microchip al cucciolo entro e non oltre i 6 mesi di età. Potrete farlo applicare dal canile municipale o direttamente dal vostro veterinario. Inoltre, in caso di furto o smarrimento dovrete fare una denuncia tempestiva presso un comando di forze dell'ordine, per non incorrere in sanzioni.
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Zack, cane fedele e molto devoto!
Chi e’ Zack?
E’ un cagnolino che fa parlar di se’ non solo per l’affetto e la
fedelta’ nei confronti dei prorietari, ma anche per l’incredibile devozione
religiosa.
Zack, un incrocio tra un pastore alsaziano e un collie, ha sette anni
ed e’ uno dei piu’ assidui frequentatori della chiesa inglese di St.
Giles the Abbot: tutti i giovedi’ e le domeniche va a
messa, prende posto tra i fedeli e segue “in religioso silenzio” la
funzione.
“E’ un cane meraviglioso”, ha dichiarato il parroco Ian Thurston, “ed
e’ adorato da tutti. Gli piace tanto venire in chiesa e conosce alla
perfezione tutti i passaggi della messa”. Da dove viene tanta devozione?
Non si puo’ dire che il povero Zack abbia avuto una vita semplice; dopo
aver passato i primi mesi di vita tra abusi e maltrattamenti, il
meticcio e’ stato finalmente e felicemente adottato da Edwina
Griffiths, l’amata padroncina con cui ha vissuto per 4 anni
condividendo tutto, comprese le domeniche in chiesa.
Purtroppo a un certo punto Edwina si e’ ammalata e tre anni fa e’
morta. Zack non e’ pero’ rimasto solo; ora si prendono cura di lui i
parenti della sua adorata padrona e padre Thurston, che lo ha sempre
considerato un parrocchiano come tutti gli altri.
Per la felicita’ di tutti i fedeli, che lo accolgono tra loro sempre
con grande affetto e simpatia, il cagnolino ha continuato cosi’ a
frequentare la parrocchia britannica. Quel che sorprende e’ il
comportamento di Zack durante le funzioni: il cane sembra davvero
conoscere i passaggi importanti della liturgia, abbassa la testa quando
ci si deve inginocchiare, si accuccia quando si sta seduti e si solleva
quando bisogna alzarsi.
(questo racconto è tratto dal sito:
http://www.petpassion.tv/blog/zack-cane-fedele-e-molto-devoto-5469)
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Lealtà
ed eroismo fra i cani
Sul monumento che sorge di fronte a un tribunale del Missouri è incisa
una delle dichiarazioni più commoventi che siano mai state dedicate
all'amore sconfinato di un cane. L'ha pronunciata nell'Ottocento George
Graham Vest, prima di diventare senatore, quando patrocinò un vicino,
il cui cane era stato ucciso da un altro uomo, nella causa per ottenere
duecento dollari di risarcimento. Quando Vest concluse l'arringa
finale, la giuria non trovò niente da eccepire e impiegò appena due
minuti per pronunciare il verdetto. Il querelante ottenne cinquecento
dollari di danni, anche se il giudice non potè esaudire il desiderio
dei giurati che l'assassino del cane finisse in carcere, perché la
legge non ammetteva una pena del genere. Queste sono le parole pronunciate dal senatore Vest:
"Signori della giuria, il migliore amico che un uomo abbia a questo mondo può rivoltarsi contro di lui e diventargli nemico. Il figlio e la figlia che ha allevato con cura amorevole possono rivelarsi ingrati. Coloro che ci sono più vicini e più grati, ai quali affidiamo la nostra felicità e il nostro buon nome, possono tradire la loro fede. Il denaro si può perdere, e ci sfugge di mano proprio quando ne abbiamo più bisogno. La reputazione di un uomo può essere sacrificata in un momento di sconsideratezza. Le persone che sono inclini a gettarsi in ginocchio per ossequiarci quando il successo ci arride possono essere le prime a lanciare il sasso della malizia quando il fallimento aleggia sulla nostra testa come una nube temporalesca. Il solo amico del tutto privo di egoismo che un uomo possa avere in questo mondo egoista, l'unico che non lo abbandona mai, l'unico che non si rileva mai ingrato o sleale, è il cane. Il cane resta accanto al padrone nella prosperità e nella povertà, nella salute e nella malattia. Pur di stare al suo fianco, dorme sul terreno gelido, quando soffiano i venti invernali e cade la neve. Bacia la mano che non ha cibo da offrirgli, lecca le ferite e le piaghe causate dallo scontro con la rudezza del mondo. Veglia sul sonno di un povero come se fosse un principe. Quando tutti gli altri amici si allontanano, lui resta. Quando le ricchezze prendono il volo e la reputazione s'infrange, è altrettanto costante nel suo amore come il sole nel percorso che segue il cielo. Se la sorte spinge il padrone a vagare nel mondo come una parias, senza amici e senza tetto, il cane fedele non chiede altro privilegio che poterlo accompagnare per proteggerlo dal pericolo e lottare contro i suoi nemici, e quando arriva la scena finale e la morte stringe nel suo abbraccio il padrone e il suo corpo viene deposto nella terra fredda, non importa se tutti gli altri amici lo accompagneranno; lì, presso la tomba, ci sarà il nobile cane, con la testa fra le zampe e gli occhi mesti, ma aperti in segno di vigilanza, fedele e sincero anche nella morte."
(Tratto dal libro: I cani non mentono sull'amore. Autore: Jeffrey Moussaieff Masson. Editore: Cairoeditore)
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Storia
di
Dinah (una
setter rossa incinta)
Si raccontano storie straordinarie sui cani smarriti che tornano a casa
da grandi distanze, sfruttando quello che viene chiamato l'istinto
d'orientamento. Il racconto più straordinario che abbia mai sentito
sulla capacità dei cani di ritrovare la strada di casa è riportsto in The Mind of the Dog di
R.H. Smythe, che ha fatto parte della commissione d'esame per i diploma
di appartenenza al Royal College dei veterinari di Londra:"Dinah (una setter rossa incinta) fu inviata in treno da Cookstown a Lurgan, a poco più di cinquantacinque chilometri di distanza. Poco dopo il suo arrivo partorì cinque cuccioli, e subito sparì dalla sua nuova casa, portando con sé i piccoli. Dieci giorni dopo fu ritrovata a Cookstown, addormentata nella sua vecchia cuccia con i suoi cinque piccoli, tutti vivi e sani, rannicchiati accanto a sé. Aveva le zampe escoriate e sanguinanti ed era terribilmente magra. Era evidente che aveva viaggiato a piedi e doveva avere trasportato in bocca i cinque cuccioli per brevi tratti, per cui non si sa quanti volte abbia coperto in realtà quei chilometri. Durante i tragitto deve avere attraversato a nuoto, con tutta la famiglia, il fiume Blackwatter presso il Mahery Ferry, dove il corso d'acqua è largo un'ottantina di metri e molto profondo, e deve avere ripetuto il passaggio più volte in tutt'e due le direzioni, lasciando alcuni cuccioli sulla riva opposta ad aspettare il suo ritorno mentre portava gli altri. Dinah si riprese, riuscì ad allevare tutti i piccoli e rimase a Cookstown per tutta la vita."
(Tratto dal libro: I cani non mentono sull'amore. Autore: Jeffrey Moussaieff Masson. Editore: Cairoeditore)
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Numero verde per segnalare un cane abbandonato
Dalle
autorità di polizia competenti è stato istituito un numero verde al
quale si può chiamare per segnalare la presenza di un cane abbandonato.
Utilizzatelo e in questo modo sarà possibile salvargli la vita ed
evitare qualche possibile incidente con consequenze alle volte anche
gravi. I cani abbandonati non sono abituati a stare per strada,
pertanto nel traffico sono spaventati e si muovono a scatti.
Ricordate che abbandonare gli animali o maltrattarli è un reato.
Numero Verde: 800 253 608
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LI CANI ABBANNONATI
«Giggè», je fece Tao, «ma
dimme ’n po’
come te sei sentito lì fionnato
sur marciapiede, ne la notte scura,
quanno che quelli tua t’hanno mollato?»
«Te dico che (perché tu sei ’n amico,
e nun me piace che lo sanno tutti)
sippuro me lassorno su la strada
er core mio nu’ li vedeva brutti.
Penzavo a ’n giocherello, a ’no scherzetto.
Sarebbeno tornati âvo supposto.
Fâvo capì, abbajanno, ch’ero là,
perché sò nero e buio era quer posto.
Ma ’n passò tempo quanno che, ’mprevista,
me venne accosto ’na signora bionna,
me carezzò, me strinze forte ar petto,
me se pijò: pareva ’na Madonna!»
«E puro a me Giggè», je disse Tao,
«che ’n meritavo propio ’i cassonetti
’ndo stavo, sporco, quasi pe morì,
me vennero a trovà ’n po’ d’angioletti.
Li regazzetti, ’nzomma, der quartiere
che me portorno presto a l’ospedale
corenno su la strada gamme gamme
perché nu’ je spettava d’avé l’ale».
«Ma l’ommini chi sò?», chiese Giggetto,
«Tu ce lo sai? Sò quelli che ce cacceno,
ciammazzeno, ce sfrutteno e ce magneno
o quelli che ciabbracceno e ce sarveno?»
«Adesso ascorteme», je fece l’artro,
«Mettete ’n testa quello che te dico.
Li cattivoni ’n zò da buttà via,
sò uguali a quelli boni, caro amico,
perché sò pezzi de lo stesso Celo,
se tengheno pe mano tutti quanti.
Allora si così le cose stanno
avemo d’accettà diavoli e santi.»



2008-2011 -
webmaster Carmelo Sabatucci